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venerdì 26 dicembre 2008

BUON NATALE A TUTTI

Buon Natale a tutti. In qusti giorni sentiremo spesso queste parole. Sarà per il Natale, per S.Stefano, il capodanno e poi per l'Epifania. Ma auguri di cosa? Non sono tempi belli, semplici, facili. Sembrano quasi tempi uoi, dove la seranza di un cambiamento appare lontana anni luce. Ma se facciamo un piccolo excusrsu storico non stiamo tanto peggio delle passate generazioni, anzi...
Natale ed i giorni che seguono sono la festa della Luce. I cristiani d'occidente sapientemente si impadronirono di una festa pagana (il sole invitto) e la fecero loro vedendo nel sole che vince le tenebre la figura di Gesù che venendo nel mondo vince le nostre tenebre.
Luce è sinonimo di vista profonda di calore, di pace, e gioia. E' un annuncio per tutti. Se certamente ognuno di noi si impegnasse ad essere gioia, pace, luce, vita nelle situazioni concrete in cui vive ogni attimo ed ogni giorno, io credo che questi giorni possano assumere un significato vero e profondo per ognuno di noi.
Quello di cui abbiamo bisogno è di essere più umanni, meno sofisticati e complicati. Abbiamo bisogno di essere noi stessi e di dar vita ai sentimenti buoni che ognuno di noi ha dentro. Tutto quello che di buono abbiamo dentro andrebbe messo un pò in comune. Questo significa essere overi nello spirito, questo significa vivere il Natale. E questo è possibile a tutti.
Allora voglio augurare buon Natale a tutti, perchè ognuno di noi ha qualcosa di buono. Sta a lui decidere di condividerlo o tenerlo per se.
Buon Natale

lunedì 10 dicembre 2007

Don Sante

I tg gossippari e le tv gossippare di questi giorni ci stanno raccontando a pezzi la storia del padre Ralph dei nostri giorni. Con tutto il rispetto per Don Sante o per l'ex Don Sante, vorrei dire alcune considerazioni.
Rispetto la sua scelta. Per certi versi molto più coraggiosa e leale di tanti suo ex colleghi che pretendono la botte piena la moglie ubriaca, e spesso ci riescono. Cioè continuano ad essere preti e quindi ad avee uno stipendio gratis e soddisfano i loro umani bisogni del cuore.
Tuttavia nei suoi panni avrei preferito sparire nel silenzio, evitare le comparsate tv, trovarmi un dignitoso lavoro e portare avanti il progetto famiglia che è diecimila volte più impegnativo di quello di prete. Invece no. Don Sante ama i tg e i programmi di gossip, tenta di trovare successo con un libro sulla sua storia (chi se ne può fregare!) e pretende che qualcuno lo aiuti.
Caro Don Sante, come ti è piaciuto amare quella donna e far fruttificare quell'amore con la nascita di un figlio, ora togliti dalle scatole!
Te lo chiedo per il bene del matrimonio, dell'amore coniugale tanto alto ed importante, e lo chiedo anche per il tuo bene, per il bene di tua moglie e di tuo figlio!
Loro hanno bisogno di un uomo vero al loro fianco e non di un elemosinatore di presenze in Tv o sui giornali.
Caro ex don impara l'umiltà del lavoro e della ferialità e allora darai continuità e valore alla tua nuova scelta di vita. Capisco che le televisoini e i giornali ci mangiano su questo ma ciò non fa certo bene alla causa da te sposata.
Don Sante torna nella ferialità,guadagnati degnamente da vivere e togliti dalle scatole!

sabato 8 dicembre 2007

Dalai Lama

Il Dalai Lama è stato in Italia. Qualcuno lo sapeva? Di sicuro lo sapevano i nostri cari governanti con tutta l'opposizione al seguito e lo sapevano tutte le grandi autorità religiose del nostro Paese e quelli ospiti sul nostro territorio, Papa compreso.
Saranno stati giorni frenetici e ricchi di impegni visto che nessuno è stato in grado di riceverlo in via ufficiale nemmeno per mezz'ora. Credo che solo Formigoni in Lombardia e Beppe Grillo siano stati in grado di ritagliare dello spazio nell'arco della giornata.
Il Dalai Lama è in esilio da una vita. E' in esilio perchè ha deciso di opporsi pacificamente all'occupazione illegittima del suo paese, il Tibet, da parte della Cina. Un uomo così ricco dentro(merce rarissima oggi) meriterebbe almeno un caffè al bar. Invece niente. Si è preferito correre alla prima della scala, oppure dividersi sul se sia giusto o meno che un'autorità religiosa varchi il laicissimo parlamento italiano.
Un'altra occasione perduta per dare la possibilità a molti di esercitare la difficile ma pur necessaria arte dell'ascolto e dell'ascolto di parole sensate ed edificanti di un'uomo che ha ancora il coraggio delle idee.

domenica 11 novembre 2007

La radice di tutti i mali

Voglio commentare soltanto brevemente quello che sta accadendo.
I termini e le definizioni per lo "spettacolo" schifoso che le televisioni ci vomitano in casa, si sprecano e mai potrebbero pienamente esprimere la rabbia,la tristezza e lo sgomento.
Quello che mi sento di dire è che tutto è assurdo. Da oggi per una settimana almeno televisioni e radio ci vomiteranno addosso immagini, ipotesi, inchieste e quant'altro su violenza,calcio,tifo...
E' la solita sbobba, bollita e ribollita. Tanto tra un paio di settimane tutto sarà come prima e aspetteremo la prossima vittima di turno...
Il denaro che muove il calcio sarà capace anche di oscurare e anestetizzare la rabbia e lo sdegno di queste ore.
Il calcio, questo calcio andrebbe abbolito domani mattina! questo non è calcio ma business!
La sete del denaro e del potere è la radice di tutti i mali!

sabato 10 novembre 2007

Intolleranze intolleranti

La notizia e' di oggi ma già si respirava nell'aria. Da la http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/moschea-molotov/divieto-diocesi/divieto-diocesi.html apprendo che l'iniziativa di un parroco del trevigiano di offrire alcuni locali della Parrocchia ai musulmani nel loro giorno sacro (il venerdì), è stato bloccato dal proprio vescovo.
Ci risiamo, non appena qualche parroco coraggioso tenta concretissimi gesti di dialogo subito viene stoppato. In nome di cosa? di chi? non mi si dica in nome di Dio perchè chiunque lo facesse deve sapere che sta trasgredendo uno dei comandamenti fondamentali di ebrei e cristiani: "Non nominare il nome di Dio invano" cioè per tronaconto o per strumentalizzarlo! Non mi si dica che Dio si sarebbe ofeso perchè ciò dsigna una certa ignoranza perchè er fortuna almeno Dio non fa preferenze di persone; se poi le cose lassù sono cambiate, i custodi di questa uova verità si facciano pure avanti a spiegarci quando e su quali basi il padrone di sù ha deciso certe cose.
Un incontro esige preliminariamente la conoscenza. La conoscenza esige la volontà positiva di dare del tempo all'altro, di ascoltarlo e di condividere con lui ciò che si ha di più prezioso. L'incontro dei monoteismi richiede che si sappia ascoltare le storie sacre gli uni degli altri, non solo nel senso di ascoltare le Sacre scritture, ma anche i racconti delle esperienze e delle loro tradizioni spirituali. Questo implica il ricooscimento dell'intervento divino nelle religioni degli altri. In particolare per i cristiani si tratta di riconoscere la storia sacra che avviene anche nella sacra casa dell'Islam! Tutti e tre imonoteismi con le loro scritture sacre sono l'eco dell'unica Parola di Dio di cui nessuno può dirsi unico detentore. Riprendendo il cammino del loro unico Padre Abramo, i tre monoteismo hano il compito di uscire da sè e di aprirsi all'altro all'alterità; si tratta di dare all'altro il tempo di parlare, di ascoltare e quindi di farsi conoscere. Certo il dialogo è un rischio; il rischio della rinuncia alla propria autosufficienza, all'isolamento superbo e miope, deve essere corso da chi oggi vuole costruire un mondo più pacifico, fraterno e conviviale per tutti.
Un'antica massima buddista, anteriore al sorgere dei tre monoteismi, dice: "Si dovrebbe sempre onorare la religione degli altri. Così facendo, si aiuta la propria religione a crescere e si rende un servizio a quella degli altri". Saranno ingrado gli altri prelati di giungere a tale antica saggezza?
Concludo con una citazione:
"Se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una comunità unica. Ma egli ha voluto provarvi con il dono che vi ha fatto. Cercare dunque di superarvi gli uni gli altri nelle opere buone, perchè tutti tornerete a Dio, e allora Egli vi illuminerà circa quelle cose per le quali ora siete divisi e in discordia" (Corano V, 48)