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venerdì 26 dicembre 2008

BUON NATALE A TUTTI

Buon Natale a tutti. In qusti giorni sentiremo spesso queste parole. Sarà per il Natale, per S.Stefano, il capodanno e poi per l'Epifania. Ma auguri di cosa? Non sono tempi belli, semplici, facili. Sembrano quasi tempi uoi, dove la seranza di un cambiamento appare lontana anni luce. Ma se facciamo un piccolo excusrsu storico non stiamo tanto peggio delle passate generazioni, anzi...
Natale ed i giorni che seguono sono la festa della Luce. I cristiani d'occidente sapientemente si impadronirono di una festa pagana (il sole invitto) e la fecero loro vedendo nel sole che vince le tenebre la figura di Gesù che venendo nel mondo vince le nostre tenebre.
Luce è sinonimo di vista profonda di calore, di pace, e gioia. E' un annuncio per tutti. Se certamente ognuno di noi si impegnasse ad essere gioia, pace, luce, vita nelle situazioni concrete in cui vive ogni attimo ed ogni giorno, io credo che questi giorni possano assumere un significato vero e profondo per ognuno di noi.
Quello di cui abbiamo bisogno è di essere più umanni, meno sofisticati e complicati. Abbiamo bisogno di essere noi stessi e di dar vita ai sentimenti buoni che ognuno di noi ha dentro. Tutto quello che di buono abbiamo dentro andrebbe messo un pò in comune. Questo significa essere overi nello spirito, questo significa vivere il Natale. E questo è possibile a tutti.
Allora voglio augurare buon Natale a tutti, perchè ognuno di noi ha qualcosa di buono. Sta a lui decidere di condividerlo o tenerlo per se.
Buon Natale

sabato 20 settembre 2008

MEETUP

Sono un cristiano ma non un bigotto. Credo che i valori cristiani, cioè quello che fatto e detto Gesù siano importanti e che abbiano ancora molto da dire agli uomini di oggi e di domani.
Non credo nelle chiesa ammuffite e nostalgiche ma nella Chiesa che sa ascoltare la Parola ed incarnarla nel quotidiano. Così facevano gli apostoli ed i primi cristiani. Proprio per questo (storicamente provato, vedi perecuzioni) erano simpatici al popoli ed antipatci ai forti ed ai potenti.
Oggi le cose sono invertite.I cristiani, Papi,vescovi,preti,laici (fatte le debite eccezoini) sono ben voluti dai forti e potenti e mal voluti dal popolo. Non credo Dio stia apprezzando.
Lo vedo tutti i giorni. Vedo preti della mia città che vanno a braccetto col potere economico e politico e si dimenticano del povero e dell'intigente.
Perchè? non lo so. Di sicuro hanno smarrito la Parola di Dio ed il senso di Gesù Cristo.
Proprio per questo ho aperto un Meetup. (trovate il logo a fianco) qui possiamo scambiare opinioni e organizzare degli incontri da vicino per chi fosse interessato.
Sarei grato se diffondeste l'iniziativa. Se tutti i cristiani di oggi oltre che a dichiararsi tli lo fossero realmente...moltissimi problemi non ci sarebbero. Pensate se davvero tutti i cristiani mttessero il povero a centro: ce ne sarebbero ancora? e se davvero mettessero al centro la pace, ci sarebbero tutte queste guerre? credo molte di meno...
meditiamo gente, meditiamo.
Grazie

martedì 26 agosto 2008

S.O.S ACQUA DALLA CALABRIA

Ricevo e pubblico una lettera di Padre Alex Zanotelli. Questo piccolo uomo di Dio che come missione sembra aver scelto le discariche del mondo. Da Korochoco a Napoli, passando per le periferie della nostra Italia.
La situazione dell'Acqua in Italia e scandalosa. Un bene pubblico che viene privatizzato e nessun politico fa nulla. A questo punto tocca a noi. Invormatevi nei vostri comuni e rendetevi conti chi e perchè controllano l'acqua. Diamoci da fare.

Di seguito la lettera di P. Alex che invito a diffondere e pubblicare in fretta.


Cosenza ,15 agosto 2008
APPELLO


S.O.S ACQUA


Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra ,lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini( Locride) e dell’Arca di Noè ( Cosenza ), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione ,in particolare del Pd ,nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. ( Una decisione che mi indigna ,ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!)
Così il governo Berlusconi , con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questoè un tradimento da parte di tutti i partiti ! Ancora più grave è il fatto , sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali.I Comuni, in particolare , non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali .“
Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo?Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina ) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina , (Veolia , la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni.) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina , pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina ! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.
E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania.
L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’ Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri ( tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A ( i ricchi ) e di serie B ( i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano ) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un Comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori , (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’ Acea di Roma) .Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani ( da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”,è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.
Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua ?
Ma cosa succede in questo nostro paese ?Perchè siamo così immobili ?Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?
Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua ?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano ,che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico , al minor costo possibile per l’utente,senza essere S.P.A .
“L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile .”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana ?Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli ma soprattutto per gli impoveriti del mondo?( Avremo milioni di morti per sete!)
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.”
Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua ?
L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona , ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti.
Diamoci da fare perché vinca la vita!



Alex Zanotelli

lunedì 18 agosto 2008

Pugno duro con i deboli. Pecore con i forti!

L'amministrazone comunale di Sorrento sta dando il meglio di sè. Sarà il caldo o sarà la mancanza di idee in questa estate strana e di "crisi" di lavoro (bho?!?) il Sindaco e la sua giunta sotto la pressione dei commercianti sorrentini hanno dato vita ad una ordinanza in pieno stile autoritario!
Via gli ambulanti e chi chiede l'elemosia dalle strade. Gli artisti di strada possono esserci a patto che dopo 5 minuti di attività si spostino di un centinaio di metri.
E' così per la perbenista Sorrento. Gli ambulanti, li zingari, i mendicanti, gli artisti di strada danno fastidio. Chiedono troppi centesimi, entrano nelle case, rubano, puzzano e stanno sempre lì a chiedere. CHe andassero a lavorare. Il problema è che il lavoro per loro non c'è.
Noi qui non siamo abituati a vederli per le strade. Non siamo mica a Napoli, o Castellammare o nel napoletano di Gomorra. Noi siamo a Sorrento, cittadina di lusso,lavoro e benessere.
E' ver noi non siamo nella Gomorra di Saviano, noi siamo i una Gomorra ancora più sottile e altrettanto pericolosa e dannosa.
Una sola classe sociale che domina la scena politica e pubblica. Una sola classe sociale che decide per tutti, cioè solo per loro e per i loro interessi.
Nelle stanze comunali siedono sempre più imprenditori, albergatori, costruttori, amici degli amici forti.
L'amministrazione comunale fa il forte con i deboli (ambulanti & Co.) ma perchè non fa il forte con forti?
Perchè non tutela i lavoratori? perchè non ci sono controlli sugli abusivismi edilizi? perchè hanno tagliato e chiuso l'ufficio per i servizi sociali? perchè si sono mossi solo per rilanciare l'immagine di Sorrento per gli alberghi e ristoranti e non si muovono per recuperare fondi per la casa di riposo, i sevizi di assistena domiciliare, l'aiuto ai senza lavoro, ai diversamente abili ecc...?

Domande scomode che andrebbero fatte al saltimbanco Marco Fiorentino che come una Ballerina è passata da Forza Italia all'UDEUR e al PDL.
Domande scomode da fare ad una giunta comunale fontoccia, schiava e serva dei poteri forti sorrentini.

Un ultima notazoine.
Mi sarei aspettato una oresa di posizione della Chiesa locale di fornte a questa ordinanza di antico sapere di ventennio. Invece nulla. Anche la Chiesa locale si è imborghesita. E' diventata CHiesa di salotto, comoda e non scomoda. Peccato, hanno dimenticato che il loro Signore si è identificato con i più poveri ed ha fatto di loro una scelta preferenziale. Questa non è la chiesa di Cristo, questa è una chiesetta serva di un potere diabolico. MA di questo avremo modo di parlare in seguito.

domenica 29 giugno 2008

Lavorare per vivere o vivere per lavorare?

A Sorrento (Na) c'è una emergenza lavoro che nessuno vuol vedere. A differenza di tanti altri posti qui il lavoro non manca, quello che manca è chi tuteli i lavoratori. La situazione è drammatica.
L'intera economia si basa e gira intorno al turismo, quindi hotels e ristoranti. I veri padroni della città sono gli albergatori, la Federalberghi, e i grandi ristoratori. Uomini e odnne che posseggono grandi capitali, investiti in questo settore e che hanno la fortuna di avere lavoratrici e lavoratori che svolgono (fatte le dovute eccezioni) il loro lavoro in modo encomiabile.
Anche se si firma un contratto di 6.40 si lavora per 8 ore pagate per 6.40! Chi svolge un turno di notte in qualche hotel può rrivare anche a 10 (Dieci) o 12 (dodici) ore di lavoro con qualche maggiorazoine notturna.
Le famiglie sono divise perchè cè chi lavora di giorno e chi di pomeriggio. Per cui chi arriva vede l'altro uscire per il lavoro. Quando questo si ritira a casa o tutti gli altri dormono, oppure sono fuori, oppure trova la povera madre o moglie che lo attende per dargli la cena e la buona notte.
Questa è vita?
Si lavora per guadagnare per poi pagare tasse o bollette o per un pranzo ed una cena garantita ogni giorno.
I lavoratori non hanno nessuno che li informi dei loro diritti oltre che dei loro doveri.
Nessuno che li organizzi per tutelare la loro salute psico-fisica. Nessuno che gli garantisca assistenza in caso di litigio col titolare oppure nel caso avesse bisogno di permessi o aumenti o qualnt'altro.
Mi sono sempre chiesto come mai i controlli nei grandi e piccoli hotels e ristoranti siano sempre così rari e sporadici. Forse che dietro vi sia una connivenza di favori? forse che dietro vi sia un Humus di clientelismo molto pericoloso che possa creare terreno fertile per nuove mafie? Non c'è da scherzare se si sentono sempre di più in giro ragazzi, figli di albergatori che non si fanno nessun problema nel dichiarare che evedere è giusto! che farsi pagare in nero sia legittimo!
Questi ragionamenti portano solo alla barbarie, dove vince solo chi è più furbo, forte e spietato!
questa è ingiustizia! del resto però come lamentarsi se al governo abbaimo un pluriindagato, inneggiante all'evasione, aspirante dittatore del belpaese? Se i nostri adulti la pensano come lui, come possono i figli discostarsene?
Intanto vecchi e giovani imprenditori si organizzano per migliorare la città e la sua economia, ma nessuno pensa alla vita e alla economia domestica delle tante lavoratrici e lavoratori.
Pochi si arricchiscono sempre di più per il lavoro duro di tanti che restano nella loro condizione!
Questo non è giusto! Non si può sempre tacere o soprassedere.
C'è bisogno di informazione, di formazione, di organizzarsi perchè le persone non sono merce da acquistare ma anime che meritano rispetto!

lunedì 2 giugno 2008

Casa di riposo di Sorrento, primi risultati

Oggi sono stato a colloquio con il parroco dela Cattedrale Don luigi di Prisco per affrontare e capire il problema casa di riposo S.Antonio.
Gli ho esposto i problemi e avanzato le proposte. Ho capito ed è bene che tutti lo sappiano che il consiglio di amministrazione è composto da tre elementi nominati dalla curia e due dal comune! Per cui la responsabilità pende maggiormente dalla parte della chiesa!
In sostanza sono riuscito a strapare l'impegno di portare in consiglio di amministrazione la questione di una degna ed umana assistenza agli ospiti, non solo col volontariato ma sopattutto con l'aiuto e l'assunzione di figure professionali!
Non è poco ma nemmeno molto.
Ora la palla è loro, io vigilerò affinchè le cose non finiscano nel dimenticatoio.
A Sorrento esiste molto benessere ma anche molte sacche di povertà di ogni genere e provenienza.
A queste ultimi va data voce, risposte, dignità!

venerdì 11 aprile 2008

Acqua pubblica

Ho gia' dato spazio in passato alle battaglie per l'acqua pubblica. I beni universali non possono essere in mano private. Purtroppo e' quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi ogni giorno sempre di più. Questo è moralmente gravissimo e nessuno può starsene con le mani in mano. io mi chiedo dvoe sono gli uomini di buona valontà. Possibile che siano così pochi?
Pubblico uno sconcertante documento qui di seguito. Prego chiunque di prenderne atto e di diffonderlo il più possibile.
La terra, con tutte le sue bellezze appartiene a tutti e non solo a pochi che la sfruttano per guadagnarci sopra. Questo sono ferite all'umanità e alla digità degli uomini e delle donne. E' ora di prendere in mano la situazione e di darsi da fare, di farsi sentire, di riportare al suo antico splendore la dignità e l'animo di ogni donna e di ogni uomo troppo spesso oggi calpestati.
Apprendiamo che l’Eniacqua Spa ( Ex Eniacqua) ha ceduto le sue azioni a Vianini Lavori Spa (Caltagirone) e a SIBA SpA (Acqualatina,Veolia), di Acqua Campania SpA.
Già all’assemblea tenutasi a Roma nel marzo scorso, noi della Campania avevamo fatto presente al Forum i pericoli che correvamo, ed ora eccoci qua, con un'altra bella situazione in Campania!
Ci stiamo attivando per muoverci nel modo migliore, per fare comunicati, iniziative, ecc. ma intanto volevamo avvisarvi di quanto sta accadendo.

venerdì 7 marzo 2008

Nel buio con Ciccio e Tore








Ciccio e Tore.Verrebbe voglia di non pensarci ai due bambini sprofondati nel buio del pozzo. Verrebbe voglia, se solo fosse possibile, di non farlo sapere agli altri bambini che due bambini come loro possono morire così. Invece bisogna pensarli, e bene e a lungo, quei due bambini. Invece bisogna che tutti i bambini sappiano che si può morire così. Per riflettere, per capire, per fare tutto perchè non succeda più.C’è chi vuol far credere ai bambini che la vita è quella della pubblicità, dove tutto è bello e facile. Dove basta un biscottino ripieno di chicchi di cioccolato per vivere felici. Dove non c’è da preoccuparsi se ci si sporca e ci si infanga, tanto c’è un detersivo che fa tornare tutto bianco. Dove la cosa più grande che i genitori possono fare è regalare un ovetto con un mostriciattolo di plastica dentro. Dove per avere successo bisogna trasgredire, fare cose strane, vestirsi in maniera strampalata, mettersi in mostra in tutti i modi.Invece i bambini devono sapere che per vivere felici è necessario affrontare la fatica di volersi bene, di capirsi, di aiutarsi, di perdonarsi. Che è necessario stare attenti a sporcarsi, perché poi è faticoso ritornare puliti. Che la vita può riservare anche brutte sorprese, e perciò bisogna prepararsi ad affrontarle. Che ci sono regole da rispettare: dei no, di fronte ai quali fermarsi, dei sì per i quali impegnarsi.Ciccio e Tore nel buio e nel freddo di quel pozzo.Sì, è necessario pensarli e non dimenticarli più. Non basta cavarsela portando fiori e bigliettini davanti al luogo della loro sofferenza. Non basta scriverci qualche pensierino sul quaderno. Non basterà – anzi sarà un’offesa in più – battere loro le mani quando usciranno dalla chiesa dentro le bare bianche.Ciò che serve è ricavare dalla loro tristissima vicenda l’impegno e la forza di lottare contro la sofferenza. Perché, anche se non potremo mai vincerla del tutto, la sofferenza dobbiamo combatterla.Per questo dobbiamo essere - tutti, anche i bambini! – forti, capaci di guardarla in faccia, di affrontarla, e, soprattutto, di prevenirla.Comunque Ciccio e Tore siano finiti là dentro, sicuramente, contro la loro sofferenza c’è stata una carenza di prevenzione.Ciccio e Tore. Dobbiamo pensarli in quel buio. Senza disperarci però. Perché, se tanti che avrebbero dovuto essere accanto a loro non c’erano, Dio sicuramente stava lì. Non sappiamo come li ha consolati e confortati. Questo lo sapremo quando saremo tutti insieme.Sappiamo fin d’ora, però, che Dio stava lì, con loro, per ricordarci e per ammonirci che lì, con loro, dovevamo esserci noi.

Tonino Lasconi