Gli appelli a firmare a volte sono troppi e molte volte sono fastidiosi. Bsogna spostarsi, informarsi su cosa si firma, cercare di convincersi che sia una cosa giusta. A volte poi pensiamo che le cose a cui siamo chiamati a dare un sostegno, in realtà non ci interessino più di tanto.
Beh, questa è una tentazine sottile ma forte.
Io come uomo,cittadino,cristiano ho deciso di firmare per il referendum contro il vergognoso LODO ALFANO. Una legge vergognosissima e discriminante verso tutti i cittadini veri ed onesti.
Una legge porcata contro gli uomini e le donne di buona volontà.
Invito tutti quanti voi a trovare il posto più vicino a casa vostra per informarvi e firmare.
A lato trovereto un logo che vi aiuterà nell'informarvi e nel trovare il posto più vicino per firmare.
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mercoledì 8 ottobre 2008
giovedì 4 settembre 2008
Menzogne di Stato
Non esiste cosa più brutta che la menzogna. Non a casa si dice che il diavolo è il principe della menzogna. Per cui trarrete voi le logiche conseguenze leggendo il seguente articolo.
Riporto un pezzo del New York times del 30 agosto scorso che fa una disamina del roblema rifuti in campania. Mentre lo psiconano Berlusconi ogni tanto fa un pò di folklore vscendendo a Napoli, non risolve il vero problema. I anpoletani pensano di essere al sicuro ma non sanno che ben presto l'emergenza ci ripiomberà addosso, magari sotto altre forme più drammatiche (leggi tumori,cancro, malattie...)
La mia terra non è Napoli direttamente, ma lacampania nello specifico Sorrento, dove il pdl ha avuto un vero plebiscito. Sono stati eletti personaggi che non frequentvano la società da anni e che non hanno e non fanno nulla per noi. Nulla di nuovo sotto il sole.
Solo che brucia e fa rabbia sentire i sorrentino soddisfatti d questo governo e della risoluzoine dei rifiuti quando non sanno la verità.
Proviamo a scoprirla insieme.
Riporto l'articolo del Los Angeles Times dal titolo "I mafiosi italiani bloccano i tentativi di ripulire mucchi di rifiuti tossici":
"I residenti della zona di Napoli hanno un tasso di cancro e di altre malattie più alto. Gli attivisti che combattono sono stati minacciati e i testimoni uccisi.
Santa Maria Capua Vetere, Italia - Raffaele del Giudice era un crociato. Chiuso in una giacca sportiva e una Fiat scassata, si aggirava per le discariche illegali del sud Italia, coprendosi il naso contro il fetore ed esponendo quello che lui considera il crimine ecologico del secolo.Poi la gente ha cominciato a essere minacciata. Ostracizzata. Uccisa. Del Giudice ha disdetto la sua crociata.
Perché quando ti scontri con l’immondizia qui nella regione Campania, ti scontri contro una mafia potente e brutale conosciuta come Camorra. La Camorra, basata a Napoli, controlla l’importo, il trasporto e l’eliminazione di milioni di tonnellate di immondizia, un giro di affari estremamente lucroso nel quale il gruppo segue le sue regole, ignora le leggi sui rifiuti tossici e contamina quella che una volta era fertile terra agricola, campagna, foreste e fiumi.
A parte la sgradevolezza di tutto questo, prove suggeriscono ora che la spazzatura sta avvelenando la catena alimentare e potrebbe causare cancro, difetti al feto e altri problemi di salute. Del Giudice la chiama la Chernoyl d’Italia.
Ci sono altri simboli drammatici e putridi del persistente potere della mafia, e dell’impotenza - alcuni dicono volontaria - del governo di affrontarla. E’ quasi un cliché: Tony Soprano, dopo tutto, si occupava di “smaltimento rifiuti”. (personaggio di una serie televisiva, The Sopranos, sulla mafia italo-americana, N.d.T.)
Per la maggior parte dell’anno scorso, la Campania è stata soffocata sotto toreggianti montagne di spazzatura suppurante e non raccolta. Le discariche, legali e illegali, erano piene fino a debordare. Fino a quando squadre di pulizia si sono finalmente mosse in luglio, mari di spazzatura bloccavano strade e portoni, e inghiottivano marciapiedi e parchi. La Camorra periodicamente pagava ragazzini zingari per dare fuoco a porzioni dei rifiuti, creando scene dantesche di una terra a fuoco, villaggi e paesi pieni di fuoco tossico.
La piaga del sud Italia si è meritata sanzioni dall’Unione Europea e la condanna da organizzazioni internazionali sulla salute. Ha risvegliato violente proteste quest’anno e ha contribuito alla caduta del governo del Presidente del Consiglio Romano Prodi in primavera.
Questo non è un problema nuovo. Per più di 15 anni, con il governo che ha speso più di un miliardo e 300 milioni di euro e che ha nominato sette “zar della spazzatura”, il problema non è scomparso. Non si risolve perché i mafiosi, e i politici che tengono in pugno, non vogliono che lo sia.
“Per anni i rifiuti si sono accomulati, non è stato fatto niente per ripulirli, e le conseguenze sono letali.” dice Donato Ceglie, il principale Pubblico Ministero che si occupa della “eco-mafia” in questa regione. “Hanno avvelenato la terra. Hanno avvelenato l’acqua. E sta peggiorando. La spazzatura sta ancora arrivando.”
Il racket funziona così. Centinaia di fabbriche, complessi industriali e aziende di ogni tipo nel ricco nord Italia e in altre parti d’Europa contattano il mediatore per avere i loro rifiuti rimossi. Per ridurre i costi, questi mediatori si rivolgono a circa 20 ditte di smaltimento in Campania, quasi tutte, dicono i Pubblici Ministeri, controllate dalla Camorra.
La Camorra ha entusiasticamente reso il povero sud Italia la discarica del mondo, o almeno parte del mondo. Camion trasportano i rifiuti al sud di giorno e di notte, per tutto l’anno, e lo depositano principalmente in discariche illegali e senza regole.
Nessun tipo di spazzatura è troppo orrenda: scorie metallurgiche, liquami di concerie, pneumatici, frigoriferi e cucine economiche scartate, carcasse putride di animali, rifiuti medici - un nauseante pozzo nero di schifezze.
I camorristi hanno gradualmente cacciato via gli agricoltori e hanno ottenuto il controllo di sempre più terra, dove scaricano la roba. Ma la Campania si sta riempiendo.
E così la Camorra è diventata globale.
Enormi containers, che arrivano dalla Cina pieni di giocattoli scadenti e abbigliamento firmato falso, scaricano e poi si riempiono di spazzatura, dicono i Pubblici Ministeri. In un intervento della polizia di due anni fa, gli agenti della dogana hanno confiscato 9 mila tonnellate di rifuti che erano stati messi di contrabbando su navi da carico, la metà destinate alla Cina.
Gli ambientalisti sono particolarmente preoccupati degli effetti sulla produzione del cibo e sulla salute. Sostanze tossiche sono filtrate dai rifiuti nelle falde acquifere, inquinando i ruscelli da cui le mucche e le pecore bevono e l’erba di cui si nutrono. Ancora più veleno viene vomitato nell’aria quando si brucia spazzatura.
La Campania ospita i greggi di bufale il cui latte è utilizzato per produrre la miglior mozzarella. Livelli inaccettabili di diossina, agente cancerogeno, sono stati trovati quest’anno in qualche mozzarella, minacciando l’esportazione di uno dei migliori prodotti italiani, un giro d’affari da 350 milioni di euro.
Gli scienziati continuano a studiare il nesso tra i rifiuti e la salute, ma stanno già indicando tendenze allarmanti, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, incluso un tasso che eccede le norme regionali o nazionali per i cancri allo stomaco, reni, fegato e polmoni e anche malformazioni congenite. In alcune zone fra Napoli e la città di Caserta, i residenti hanno da due a tre volte più possibilità di sviluppare un cancro al fegato che quelli nel resto del paese, secondo il Consiglio Nazionale di Ricerca italiano.
Ad una delle molte proteste contro la spazzatura quest’anno, molte donne si sono avvicinate ai giornalisti per lamentarsi di quella che loro chiamano la piaga dei cancri e tumori che affligge le loro famiglie. Alcune hanno mostrato le fotografie di bambini malati, una donna ha mostrato le cicatrici di quella che lei ha descritto come un’operazione chirurgica per cancro alla tiroide.
Il disgusto pubblico è finalmente diventanto tanto grande quanto la spazzatura e, con Del Giudice in testa, i cittadini hanno deciso di sconfiggere la Camorra e di tentare di reclamare la terra e di ristabilire una normale vita familiare.
Hanno installato recinti per reclamare la proprietà della campagna e bloccare i rilevamenti della Camorra. Gli agricoltori hanno organizzato mercati per vendere i loro prodotti e migliaia di residenti hanno considerato importante frequentarli. Le scuole hanno organizzato recite anti-mafia in classe.
“Vedere questo tipo di vita e di unità ha dato fastidio alla Camorra,” ha ricordato con soddisfazione Del Giudice, 40 anni, un ambientalista facilmente eccitabile con occhiali e una zazzera di capelli che si stanno ingrigendo.
Ha continuato ad aggirarsi per la campagna, concentrandosi nel cosidetto triangolo della morte fra Napoli e Caserta, un’area dove lui è nato e dova la sua famiglia una volta coltivava la terra. Ha documentato le discariche abusive e l’orripilante inquinamento, fotografando segretamente quello che scopriva. E’ stato il protagonista di un documentario che raccontava le sue scoperte e ha raccolto testimonianze di agricoltori assediati e residenti disgustati.
Si stava creando lo slancio, e Del Giudice e i suoi compagni attivisti si aspettavano che la polizia e gli ufficiali statali gli dessero sostegno nella sfida alla Camorra.
Invece, apparentemente la Camorra decise di prendere l’iniziativa. Killer della mafia cominciarono a eliminare sistematicamente diverse persone che stavano cooperando con i magistrati in indagini contro la Camorra. Quattro persone furono uccise nel giro di poche settimane, fra cui l’uomo d’affari Michele Orsi.
Orsi gestiva una compagnia di smaltimento dei rifiuti e lavorava con la Camorra. Ma dopo anni al soldo dei mafiosi e a dover prendere ordini da loro e dai loro padroni politici, ha deciso di diventare un pentito per lo stato. E’ stato ucciso da una raffica di 18 proiettili poco prima di testimoniare in tribunale su presunti legami fra la Camorra e i politici.
L’intimidazione degli agricoltori e degli altri che stavano lavorando con Del Giudice è stata più subdola. Gli agricoltori arrivavano nei loro campi e trovavano alberi abbattuti nel corso della notte, o macchinari distrutti. Uomini armati sparavano contro fienili e serre.
Diversi agricoltori e residenti apparsi nel documentario con Del Giudice sono scappati dalla regione, abbandonando le loro proprietà; altri hanno visto i loro affari ridursi a zero.
Si rivolsero a Del Giudice: tu ci hai promesso che saremmo stati aiutati; ci hai mentito. E Del Giudice ha ricevuto avvertimenti passati attraverso conoscenze: stai lontano.
“E’ la mia terra, sono nato qui, e adesso mi viene detto che non ci posso andare,” ha detto, sull’orlo delle lacrime, nel suo disordinato ufficio di Napoli, dov’è il capo regionale del gruppo ambientalista Legambiente. “Non è solo paura; è avvilimento.”
La Camorra ha sofferto una grande scofitta. Una corte di appello di Napoli ha confermato sentenze a vita per quattro dei maggiori boss di uno dei gruppi più potenti della Camorra, concludendo una indagine di dieci anni chiamata Operazione Spartacus.
Ma pochi qui pensano che farà molto per rallentare le attività della Camorra. Ci sono già altri mafiosi pronti a prendere il posto di quelli che vanno in prigione.
“La Camorra mi ride dietro adesso,” ha detto Del Giudice. “Hanno vinto".”
giovedì 28 agosto 2008
Riprendiamo il tempo
Trovo in rete questo bellissimo articolo che pubblico con piacere.
Si trova sul sito della decrescita felice, fetci visita e diffondete. Rinnoviamo i nostri stili di vita. Impariamo e comprendiamo che è possibile cambiare e riprendersi stili di vita più umani.
Tocca solo a noi decidere e scegliere.
TEMPO AL TEMPO
di Andrea Bertaglio
Il tempo, forse una delle risorse più importanti al mondo. Solo chi ne ha abbastanza a disposizione, può avviare un cambiamento della propria vita. Solo chi non si fa stringere nella morsa del consumismo e del lavoro forsennato per soddisfarne le aspettative, può tornare a dedicare il tempo e l’energia necessari a cose sicuramente di maggior valore come i figli, la famiglia, gli amici, la terra, la lettura, lo studio… l’amore.L’abbondanza di tempo può disorientare, addirittura spaventare. Siamo totalmente disabituati ad avere tempo, nonostante la presunta iper-efficienza di tutto ciò che ci circonda. Tutto dovrebbe farci risparmiare tempo, e tutto alla fin fine ce lo ruba.Ci educano fin da bambini a non avere tempo, oggi come oggi, fra scuola, compiti, mille sport e corsi di vario tipo. Del resto, bisogna essere costantemente impegnati sin dall’inizio se si vuole essere un domani adulti produttivi ed efficienti, totalmente incapaci di fermarsi un attimo a pensare, a riflettere, e ad ascoltare.Quante volte abbiamo sentito, o detto, -mi spiace, ma non ne ho il tempo-? O quante volte ce lo siamo detti?Il tempo, questa “merce” sempre più scarsa nelle nostre vite, è ormai scambiato con i soldi necessari a comprare cose che ne hanno solitamente bisogno di ben poco per essere godute.Il tempo che ci rimane dopo una giornata di lavoro viene spesso trascorso davanti alla televisione, che ci propina benevolmente una serie di programmi sempre più mediocri che intervallano spot pubblicitari sempre più accattivanti e spettacolari, origine di base dei nostri sempre rinnovati bisogni. Il fatto è che quando questi desideri non possono essere soddisfatti (cosa sempre più frequente in una situazione di decrescita forzata e, per il momento, ancora infelice), cresce nelle persone un sentimento di frustrazione che porta innanzi tutto a non godere di ciò che si ha, e che ci porta a fare di tutto per ottenere ciò che siamo stati letteralmente programmati per volere.Ma, dopo una giornata di duro lavoro, mi si chiederà adesso, chi ha voglia (e tempo) di mettersi a conversare, di partecipare alla vita di comunità o anche solo di pensare? Quasi nessuno, direi. So bene in quali condizioni ci si ritrova dopo molte ore di traffico/lavoro/traffico! Ma so anche, di conseguenza, che la soluzione sta nel ritagliarsi il tempo che il lavoro (nonché la televisione e una miriade di attività più o meno inutili) ci rubano. E qui non mi si fraintenda. La mia contestazione non è verso il lavoro in sé, nobile attività umana, quando ci permette di far vivere noi e i nostri cari decorosamente, quando ci fa pagare le tasse necessarie a garantire i servizi di base delle nostre società, quando ci permette di esprimere la nostra creatività ed il nostro potenziale. La mia critica è rivolta a due tipi di lavoro in particolare: il lavoro forsennato come fuga da se stessi, e il lavoro forsennato come mezzo per soddisfare bisogni che siamo stati indotti ad avere, e che molto probabilmente non avremmo mai sentito di nostra spontanea volontà.Che fare, quindi? Con i figli da mantenere, il mutuo sempre più caro da pagare ecc ecc, come si può uscire da questa spirale che ci tiene prigionieri? Beh, innanzi tutto riducendo i nostri bisogni. Come? Rendendoci conto di cosa è veramente importante (i figli e la casa, piuttosto che un’auto nuova ogni anno o un cellulare ogni tre mesi). E come ci si può rendere conto di cosa è veramente importante? Fermandoci a riflettere. Ma per potersi permettere ciò? Se ne deve avere il tempo.È un circolo virtuoso delle proprie scelte e della propria vita quello che si deve avviare.Difficilissimo da mettere in pratica, ma possibile. E forse indispensabile.
Si trova sul sito della decrescita felice, fetci visita e diffondete. Rinnoviamo i nostri stili di vita. Impariamo e comprendiamo che è possibile cambiare e riprendersi stili di vita più umani.
Tocca solo a noi decidere e scegliere.
TEMPO AL TEMPO
di Andrea Bertaglio
Il tempo, forse una delle risorse più importanti al mondo. Solo chi ne ha abbastanza a disposizione, può avviare un cambiamento della propria vita. Solo chi non si fa stringere nella morsa del consumismo e del lavoro forsennato per soddisfarne le aspettative, può tornare a dedicare il tempo e l’energia necessari a cose sicuramente di maggior valore come i figli, la famiglia, gli amici, la terra, la lettura, lo studio… l’amore.L’abbondanza di tempo può disorientare, addirittura spaventare. Siamo totalmente disabituati ad avere tempo, nonostante la presunta iper-efficienza di tutto ciò che ci circonda. Tutto dovrebbe farci risparmiare tempo, e tutto alla fin fine ce lo ruba.Ci educano fin da bambini a non avere tempo, oggi come oggi, fra scuola, compiti, mille sport e corsi di vario tipo. Del resto, bisogna essere costantemente impegnati sin dall’inizio se si vuole essere un domani adulti produttivi ed efficienti, totalmente incapaci di fermarsi un attimo a pensare, a riflettere, e ad ascoltare.Quante volte abbiamo sentito, o detto, -mi spiace, ma non ne ho il tempo-? O quante volte ce lo siamo detti?Il tempo, questa “merce” sempre più scarsa nelle nostre vite, è ormai scambiato con i soldi necessari a comprare cose che ne hanno solitamente bisogno di ben poco per essere godute.Il tempo che ci rimane dopo una giornata di lavoro viene spesso trascorso davanti alla televisione, che ci propina benevolmente una serie di programmi sempre più mediocri che intervallano spot pubblicitari sempre più accattivanti e spettacolari, origine di base dei nostri sempre rinnovati bisogni. Il fatto è che quando questi desideri non possono essere soddisfatti (cosa sempre più frequente in una situazione di decrescita forzata e, per il momento, ancora infelice), cresce nelle persone un sentimento di frustrazione che porta innanzi tutto a non godere di ciò che si ha, e che ci porta a fare di tutto per ottenere ciò che siamo stati letteralmente programmati per volere.Ma, dopo una giornata di duro lavoro, mi si chiederà adesso, chi ha voglia (e tempo) di mettersi a conversare, di partecipare alla vita di comunità o anche solo di pensare? Quasi nessuno, direi. So bene in quali condizioni ci si ritrova dopo molte ore di traffico/lavoro/traffico! Ma so anche, di conseguenza, che la soluzione sta nel ritagliarsi il tempo che il lavoro (nonché la televisione e una miriade di attività più o meno inutili) ci rubano. E qui non mi si fraintenda. La mia contestazione non è verso il lavoro in sé, nobile attività umana, quando ci permette di far vivere noi e i nostri cari decorosamente, quando ci fa pagare le tasse necessarie a garantire i servizi di base delle nostre società, quando ci permette di esprimere la nostra creatività ed il nostro potenziale. La mia critica è rivolta a due tipi di lavoro in particolare: il lavoro forsennato come fuga da se stessi, e il lavoro forsennato come mezzo per soddisfare bisogni che siamo stati indotti ad avere, e che molto probabilmente non avremmo mai sentito di nostra spontanea volontà.Che fare, quindi? Con i figli da mantenere, il mutuo sempre più caro da pagare ecc ecc, come si può uscire da questa spirale che ci tiene prigionieri? Beh, innanzi tutto riducendo i nostri bisogni. Come? Rendendoci conto di cosa è veramente importante (i figli e la casa, piuttosto che un’auto nuova ogni anno o un cellulare ogni tre mesi). E come ci si può rendere conto di cosa è veramente importante? Fermandoci a riflettere. Ma per potersi permettere ciò? Se ne deve avere il tempo.È un circolo virtuoso delle proprie scelte e della propria vita quello che si deve avviare.Difficilissimo da mettere in pratica, ma possibile. E forse indispensabile.
martedì 26 agosto 2008
S.O.S ACQUA DALLA CALABRIA
Ricevo e pubblico una lettera di Padre Alex Zanotelli. Questo piccolo uomo di Dio che come missione sembra aver scelto le discariche del mondo. Da Korochoco a Napoli, passando per le periferie della nostra Italia.
La situazione dell'Acqua in Italia e scandalosa. Un bene pubblico che viene privatizzato e nessun politico fa nulla. A questo punto tocca a noi. Invormatevi nei vostri comuni e rendetevi conti chi e perchè controllano l'acqua. Diamoci da fare.
Di seguito la lettera di P. Alex che invito a diffondere e pubblicare in fretta.
Cosenza ,15 agosto 2008
APPELLO
S.O.S ACQUA
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra ,lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini( Locride) e dell’Arca di Noè ( Cosenza ), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione ,in particolare del Pd ,nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. ( Una decisione che mi indigna ,ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!)
Così il governo Berlusconi , con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questoè un tradimento da parte di tutti i partiti ! Ancora più grave è il fatto , sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali.I Comuni, in particolare , non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali .“
Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo?Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina ) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina , (Veolia , la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni.) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina , pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina ! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.
E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania.
L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’ Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri ( tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A ( i ricchi ) e di serie B ( i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano ) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un Comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori , (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’ Acea di Roma) .Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani ( da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”,è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.
Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua ?
Ma cosa succede in questo nostro paese ?Perchè siamo così immobili ?Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?
Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua ?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano ,che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico , al minor costo possibile per l’utente,senza essere S.P.A .
“L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile .”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana ?Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli ma soprattutto per gli impoveriti del mondo?( Avremo milioni di morti per sete!)
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.”
Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua ?
L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona , ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti.
Diamoci da fare perché vinca la vita!
Alex Zanotelli
La situazione dell'Acqua in Italia e scandalosa. Un bene pubblico che viene privatizzato e nessun politico fa nulla. A questo punto tocca a noi. Invormatevi nei vostri comuni e rendetevi conti chi e perchè controllano l'acqua. Diamoci da fare.
Di seguito la lettera di P. Alex che invito a diffondere e pubblicare in fretta.
Cosenza ,15 agosto 2008
APPELLO
S.O.S ACQUA
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra ,lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini( Locride) e dell’Arca di Noè ( Cosenza ), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione ,in particolare del Pd ,nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. ( Una decisione che mi indigna ,ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!)
Così il governo Berlusconi , con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questoè un tradimento da parte di tutti i partiti ! Ancora più grave è il fatto , sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali.I Comuni, in particolare , non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali .“
Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo?Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina ) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina , (Veolia , la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni.) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina , pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina ! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.
E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania.
L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’ Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri ( tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A ( i ricchi ) e di serie B ( i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano ) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un Comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori , (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’ Acea di Roma) .Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani ( da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”,è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.
Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua ?
Ma cosa succede in questo nostro paese ?Perchè siamo così immobili ?Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?
Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua ?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano ,che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico , al minor costo possibile per l’utente,senza essere S.P.A .
“L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile .”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana ?Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli ma soprattutto per gli impoveriti del mondo?( Avremo milioni di morti per sete!)
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.”
Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua ?
L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona , ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti.
Diamoci da fare perché vinca la vita!
Alex Zanotelli
lunedì 25 agosto 2008
Piccoli passi per la libertà
Effettivamente siamo al delirio. Lo psiconano Berlusconi invoca Giovanni Falcone e si ispira a lui per la riforma della giustizia. Lo ritengo un vero oltraggio alla memoria. Credo che le istituzione o almeno i partiti di "opposizione" debbano dire una parola forte. Invece? niente. O meglio, ieri è iniziato il dialogo (tra soerdi) a Frenze con ospite umberto Bossi. Vorrei ricordare che Bossi e compagni cantavano ( o cantano) "bruciamo il tricolore".
Da cittadino mi sento davvero derubato, scofortato, avvilito. E' davvero un regime soft nella forma ma durssimo nel cuore e nell'anima.
Siamo costretti a subire, senza avere punti di riferimento, senza nessuno che ci tuteli e ci dia garanzie. Siamo costretti a subire delle leggi fatte da Alfano e da Berlusconi che fanno rabbrividire
Siamo allo sbando. Cosa fare? Disinnescare dei meccanismi, trovare altre forme per liberaci di certi schemi e di certe mentalità che avvelenano anima e vita quotidiana. Diciamo basta a chi ruba evadendo le tasse, acendo lavorare in nero o non fatturando il dovuto. Diciamo basta alla politica degli amici degli amici. Diciamo basta ogni giorno ai favoritismi e al "tanto così fan tutti...". Diciamo basta, oggi, ogni giorno, a tutte quelle forme viscide, strisicanti, sottili che si insidiano nel nostro vivere e che sappiao benissimo che non contribuiscono a migliorare la nostra qualità di vita e di convivenza. Ognuno di noi sa quali e quando.
Piccoli passi per una vera libertà.
Da cittadino mi sento davvero derubato, scofortato, avvilito. E' davvero un regime soft nella forma ma durssimo nel cuore e nell'anima.
Siamo costretti a subire, senza avere punti di riferimento, senza nessuno che ci tuteli e ci dia garanzie. Siamo costretti a subire delle leggi fatte da Alfano e da Berlusconi che fanno rabbrividire
Siamo allo sbando. Cosa fare? Disinnescare dei meccanismi, trovare altre forme per liberaci di certi schemi e di certe mentalità che avvelenano anima e vita quotidiana. Diciamo basta a chi ruba evadendo le tasse, acendo lavorare in nero o non fatturando il dovuto. Diciamo basta alla politica degli amici degli amici. Diciamo basta ogni giorno ai favoritismi e al "tanto così fan tutti...". Diciamo basta, oggi, ogni giorno, a tutte quelle forme viscide, strisicanti, sottili che si insidiano nel nostro vivere e che sappiao benissimo che non contribuiscono a migliorare la nostra qualità di vita e di convivenza. Ognuno di noi sa quali e quando.
Piccoli passi per una vera libertà.
domenica 17 agosto 2008
Categorie
A Sorrento esistono due categorie: Gli albergatori e i lavoratori. I primi sono i padroni, i secondi gli schiavi.
I primi hanno pieno potere su tutto. Scelgono chi assumere e per quando, quanto, e come vogliono. Decidono gli orari, le paghe, le mansioni.
I secondi hanno due possibilità: dire di sì e portare a casa qualche soldino, oppure rifiutarsi e restare a mendicare un lavoro decente in zona oppure fuori.
I primi possono decidere anche la politica cittadina, attraverso la nuova e potente fondazione Sorrento. Gli albergatori e i potenti commercianti sono ovunque: nel comune, nei partiti, nelle istituzioni. Possono fare tutto. Sono i nuovi signorotti.
A noi lavoratori restano solo le briciole.
In città non esiste un solo ente che tuteli i lavoratori. C'è una secie di sindacato che è in piena combutta con i potenti. Ha efficacia ed efficiena pari a zero! Non credo che i lavoratori sorrentini si sentano tutelati da un sindacato o da una associazione di categoria.
Questo la dice lunga anche sull'attuale situazoine deilavoratori che preferiscono vendersi al dio denaro, puttosto che mantenere la dignità dei diritti privati e morali.
Credo che qui da noi serva una vera rivoluzione culturale. Di uno shock che rompa questa prigionia.
Quello che vorrei domandare è: Perchè non c'è un sindacato forte a Sorrento? Non sarebbe più giusto avere una voce che tuteli i lavoratori del settore turistico? Non è strano che esista solo la Federalberghi e non un forte Sindacato che sappia sedere al tavolo con queti "signori"?
Si accettano suggerimenti!
I primi hanno pieno potere su tutto. Scelgono chi assumere e per quando, quanto, e come vogliono. Decidono gli orari, le paghe, le mansioni.
I secondi hanno due possibilità: dire di sì e portare a casa qualche soldino, oppure rifiutarsi e restare a mendicare un lavoro decente in zona oppure fuori.
I primi possono decidere anche la politica cittadina, attraverso la nuova e potente fondazione Sorrento. Gli albergatori e i potenti commercianti sono ovunque: nel comune, nei partiti, nelle istituzioni. Possono fare tutto. Sono i nuovi signorotti.
A noi lavoratori restano solo le briciole.
In città non esiste un solo ente che tuteli i lavoratori. C'è una secie di sindacato che è in piena combutta con i potenti. Ha efficacia ed efficiena pari a zero! Non credo che i lavoratori sorrentini si sentano tutelati da un sindacato o da una associazione di categoria.
Questo la dice lunga anche sull'attuale situazoine deilavoratori che preferiscono vendersi al dio denaro, puttosto che mantenere la dignità dei diritti privati e morali.
Credo che qui da noi serva una vera rivoluzione culturale. Di uno shock che rompa questa prigionia.
Quello che vorrei domandare è: Perchè non c'è un sindacato forte a Sorrento? Non sarebbe più giusto avere una voce che tuteli i lavoratori del settore turistico? Non è strano che esista solo la Federalberghi e non un forte Sindacato che sappia sedere al tavolo con queti "signori"?
Si accettano suggerimenti!
sabato 16 agosto 2008
I miei Complimenti alla coerenza di Famiglia Cristiana
E' recentissima la polemica tra il settimanale "Famiglia Cristiana" e il Governo Berlusconi. Il settimanale dei paolini non le manda a dire e critica a tutto campo alcune proposte e azioni dell'esecutivo. Dalle impronte digitali ai rom, all'emergenza rifuti, alla falsa emergenza sicurezza (si vedano i tagli alle forze dell'ordine e alla rivolta di TUTTI i sindacati di polizia!!!) all'incapacità di far fronte ai veri problemi del paese.
Quella di famiglia cristiana sembra essere la sola voce cattolica che si faccia sentire nel quotidiano del paese. La sola voce grossa ovviamente. Il settimanale dei paolini non è schierato come sostiene il pio Giovanardi (clicca sul nome per il video). Egli forse dimentica le pesantissime accuse dello stesso settimanale verso il PD e verso Veltroni nel centro della campagna elettorale, quadno fu stipulato l'accordo con i radicali.La stroncatura completa di un progetto politico che pretendeva di portare con sè una larga fetta di cattolici. Quello si che fu un colpo pesante.
Caro Giovanardi, anche allora la redazione era schierata ed erano tutti cattocomunisti? Anche le recentissima presa di posizione di radio vaticana e dell'osservatore romano - che prendono le distanze dai recenti editoriali del settimanale - ci fanno capire una cosa molto importante: il diritto alla critica e al pensiero diverso nella chiesa - oltre che nella società - è proibito! Famiglia Cristiana ha espresso delle critiche motivate, delle prese di posizioni chiare ed in linea non solo con la dottrina sociale della Chiesa ma più ancora con il Vangelo, che - piaccia o meno al caro Giovanardi & Co - vale molto di più di poltrone e cariche umane!
Che ben venga allora alla luce la COERENZA di Famiglia Cristiana, alla quale dò tutto il mio appoggio e solidarietà.
Quella di famiglia cristiana sembra essere la sola voce cattolica che si faccia sentire nel quotidiano del paese. La sola voce grossa ovviamente. Il settimanale dei paolini non è schierato come sostiene il pio Giovanardi (clicca sul nome per il video). Egli forse dimentica le pesantissime accuse dello stesso settimanale verso il PD e verso Veltroni nel centro della campagna elettorale, quadno fu stipulato l'accordo con i radicali.La stroncatura completa di un progetto politico che pretendeva di portare con sè una larga fetta di cattolici. Quello si che fu un colpo pesante.
Caro Giovanardi, anche allora la redazione era schierata ed erano tutti cattocomunisti? Anche le recentissima presa di posizione di radio vaticana e dell'osservatore romano - che prendono le distanze dai recenti editoriali del settimanale - ci fanno capire una cosa molto importante: il diritto alla critica e al pensiero diverso nella chiesa - oltre che nella società - è proibito! Famiglia Cristiana ha espresso delle critiche motivate, delle prese di posizioni chiare ed in linea non solo con la dottrina sociale della Chiesa ma più ancora con il Vangelo, che - piaccia o meno al caro Giovanardi & Co - vale molto di più di poltrone e cariche umane!
Che ben venga allora alla luce la COERENZA di Famiglia Cristiana, alla quale dò tutto il mio appoggio e solidarietà.
giovedì 31 luglio 2008
A Sorrento non c'è posto per gli ultimi
Vanità significa vuoto, vuotaggine, non senso. Questo è il senso spesso di questi nostri giorni. Ingiustizie, povertà sempre crescenti e ricchezze per pochi che aumentano sempre. Siamo al non senso, siamo al paradosso quotidiano. Quei paradossi che fanno male e fanno santamente indignare.
A Sorrento l'amministrazione comunale schiava degli imprenditori e della federalberghi ha miseramente fallito.
Dal 1 agosto chiuderà l'ufficio dei servizi sociali. Questosignifica due cose.
1) Ci sono i soldi e la volontà di reperirili solo per organizzare feste e spettacoli per i turisti. Ci si può fare in quattro per costruire parcheggi che non servono, per costruire piazzole (Piazza veniero) abbattendo alberi secolari nel totale disinteresse. Ci si può fare in quattro per pubblicizzare una falsa immagine di Sorrento nel mondo.
2) NON ci si può fare in quattro per far fronte alle esigenze dei più poveri della nostra città. Non ci si può fare in quattro per reperire i fondi per pagare assistenti sociali, infermieri, personale qualificato per assistere e dare dignità ai poveri e gli ultimi della nostra città.
Il Sindaco Marco Fiorentino e tutta la sua giunta ha miseramente fallito! E' chiaro sotto gli occhi di tutti che le sue politiche sono solo al servizoi dei potentati di Sorrento, che trovano negli albergatori la loro espressione maggiore.
Non ci si occupa dell'ambiente, della vera e seria differnziata (le autarità non sanno nemmeno cosa sia!).
Non è al cuore dell'amministrazoine una vera e seria educazione alla legalità.
Non sta a cuore di questa amministrazione la tutela dell'ambiente.
Non sta a cuore a questa amministrazoine la tutela di lavoratori e i loro diritti.
Vediamo l'amministrazione comunale muoversi solamente quando e dove ci sono interessi economici.
Questo fa molto pensare. Sarebbe interessante sapere e pubblicare chi fa parte della giunta comunale e chi siede nelle stanze dei bottoni della macchina comunale. Se sono semplici cittadini oppure proprietari di immobili o quant'altro e che quindi hanno a cuore soltanto alcuni settori.
Non si spiega altrimenti la chiusura e la scarsa efficienza del'assessorato alle politiche sociali.
Questi signori hanno una sola cosa da fare se hanno ancora dignità: dimettersi e togliersi dalle scatole!
E' tempo che qualcuno si svegli, che li cittadini rialzino la testa e si riprendano i loro spazi. Non è giusto che pochi spadroneggino su molti. Non è giusto lo sfruttamente dell'uomo su l'altro uomo.
Non si può restare a guardare dietro il falso perbenismo sorrentino!
Le associazioni scendano in piazza, la chesa ed i cristiani si facciano sentire se davvero hanno ascoltato il Vangelo e amano Geù Cristo!
E' vero, il grano deve crescere con la zizzania, ma è altrettanto verissimo che il grano resti tale rispetto alla zizzania.
Cioè: attenti a non appiattirci al marcio che c'è in giro.
A Sorrento l'amministrazione comunale schiava degli imprenditori e della federalberghi ha miseramente fallito.
Dal 1 agosto chiuderà l'ufficio dei servizi sociali. Questosignifica due cose.
1) Ci sono i soldi e la volontà di reperirili solo per organizzare feste e spettacoli per i turisti. Ci si può fare in quattro per costruire parcheggi che non servono, per costruire piazzole (Piazza veniero) abbattendo alberi secolari nel totale disinteresse. Ci si può fare in quattro per pubblicizzare una falsa immagine di Sorrento nel mondo.
2) NON ci si può fare in quattro per far fronte alle esigenze dei più poveri della nostra città. Non ci si può fare in quattro per reperire i fondi per pagare assistenti sociali, infermieri, personale qualificato per assistere e dare dignità ai poveri e gli ultimi della nostra città.
Il Sindaco Marco Fiorentino e tutta la sua giunta ha miseramente fallito! E' chiaro sotto gli occhi di tutti che le sue politiche sono solo al servizoi dei potentati di Sorrento, che trovano negli albergatori la loro espressione maggiore.
Non ci si occupa dell'ambiente, della vera e seria differnziata (le autarità non sanno nemmeno cosa sia!).
Non è al cuore dell'amministrazoine una vera e seria educazione alla legalità.
Non sta a cuore di questa amministrazione la tutela dell'ambiente.
Non sta a cuore a questa amministrazoine la tutela di lavoratori e i loro diritti.
Vediamo l'amministrazione comunale muoversi solamente quando e dove ci sono interessi economici.
Questo fa molto pensare. Sarebbe interessante sapere e pubblicare chi fa parte della giunta comunale e chi siede nelle stanze dei bottoni della macchina comunale. Se sono semplici cittadini oppure proprietari di immobili o quant'altro e che quindi hanno a cuore soltanto alcuni settori.
Non si spiega altrimenti la chiusura e la scarsa efficienza del'assessorato alle politiche sociali.
Questi signori hanno una sola cosa da fare se hanno ancora dignità: dimettersi e togliersi dalle scatole!
E' tempo che qualcuno si svegli, che li cittadini rialzino la testa e si riprendano i loro spazi. Non è giusto che pochi spadroneggino su molti. Non è giusto lo sfruttamente dell'uomo su l'altro uomo.
Non si può restare a guardare dietro il falso perbenismo sorrentino!
Le associazioni scendano in piazza, la chesa ed i cristiani si facciano sentire se davvero hanno ascoltato il Vangelo e amano Geù Cristo!
E' vero, il grano deve crescere con la zizzania, ma è altrettanto verissimo che il grano resti tale rispetto alla zizzania.
Cioè: attenti a non appiattirci al marcio che c'è in giro.
Coraggio: Il tempo della nostra ingiustizia...sta finendo!
sabato 19 luglio 2008
La spazzatura di Napoli

Ha fatto notizia l'annuncio del plurinquisito e autoassolto impunito Berlusconi sulla risoluzione del problema rifiuti di Napoli. Tutto risolto sembra, ma con la compiacenza dei mezzi di comunicazione schiavi del sistema e del loro più grande burattinaio in compiacenza dei partiti(quasi tutti) di maggioranza ed opposizione.
La situazione in realtà è molto diversa e drammatica. Quello di Berlusconi è solo maquillage, facciata una presa per i fondelli. La verità è un'altra e mai imezzi ufficiali di ocmunicazione ce lo diranno.
Per fortuna esiste la rete e con essa la vera infirmazione.
Ricevo una lettera di Padre Alez x Zanotelli, un uomo che sta sul fronte e che conosce bene Napoli, la sua gente e la sua vera storia.
Pubblico la lettera di seguito, con la richiesta di farla girare in fretta.
Buona informazione a tutti.
Napoli ,12 luglio 2008
LETTERA AGLI AMICI
“ E’ AL COLMO LA FECCIA”
Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12
LETTERA AGLI AMICI
“ E’ AL COLMO LA FECCIA”
Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12
“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia.”
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia.”
Quando ,dopo Korogocho,ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.
E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi ( Nord di Napoli ) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi ,in particolare i neonati, con diossine,nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie……
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto .
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari.Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti ,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti.( E’ sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe” , che di eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire ( la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.
E così siamo giunti al disastro ! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi ,senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte.Il nostro non è un disastro ecologico-lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari .Ne è prova il fatto che Prodi , a governo scaduto , abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 ( la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro- come dice Guido Viale-Quanto più merda , tanto più oro!”
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone , con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare.Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente ( al 70 %),non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori.
E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione.Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti.”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà.
Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti , hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare,come altrove accade, i diritti dei Campani”.
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra ,a contestare la conferenza stampa di Berlusconi , organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone.( La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa ( non ci è stato permesso parteciparvi !)Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra !( Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi ! ).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori!Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera , a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti , si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie.
Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).
E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?!Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “ Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi(inserto di La Repubblica ). Sì , sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli(e sorelle) di Savignano Irpino,espropriati del loro terreno seminato a novembre , con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare .
E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?!Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “ Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi(inserto di La Repubblica ). Sì , sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli(e sorelle) di Savignano Irpino,espropriati del loro terreno seminato a novembre , con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare .
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici , con le reti come Lilliput e con tanti gruppi,
continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .” Qual è dunque il compito del predicatore oggi ?Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità.....Il nostro compito oggi è la temerarietà..Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che a noi manca è una santa collera.”
Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa. “.I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce-diceva sempre Kaj Munk-Ma mai il camaleonte.”
continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .” Qual è dunque il compito del predicatore oggi ?Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità.....Il nostro compito oggi è la temerarietà..Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che a noi manca è una santa collera.”
Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa. “.I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce-diceva sempre Kaj Munk-Ma mai il camaleonte.”
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava.Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita .
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.
Resistiamo!
Alex Zanotelli
Alex Zanotelli
venerdì 4 luglio 2008
Il Dolo Berlusconi
Riporto un articolo di Marco Travaglio. Meditate gente, meditate!
l'Unità, 28 giugno 2008
l'Unità, 28 giugno 2008
Quando il Lodo Schifani-bis, anzi il Lodo Alfano, anzi il Dolo Berlusconi sarà sulla Gazzetta Ufficiale, l’Italia sarà l’unica democrazia al mondo in cui quattro cittadini sono “più uguali degli altri” di fronte alla legge. Un privilegio che George Orwell, nella “Fattoria degli animali”, riservava non a caso ai maiali. E che, nell’Italia del 2008, diventa appannaggio dei presidenti della Repubblica, del Senato (lo stesso Schifani), della Camera e soprattutto del Consiglio. I massimi rappresentanti delle istituzioni, che nelle altre democrazie devono dare il buon esempio e dunque mostrarsi più trasparenti degli altri, in Italia diventano immuni da qualunque processo penale durante tutto il mandato, qualunque reato commettano dopo averlo assunto o abbiano commesso prima di assumerlo. Compresi i reati comuni, “extrafunzionali”, cioè svincolati dalla carica e persino dall’attività politica. Anche strangolare la moglie, anche arrotare con l’auto un pedone sulle strisce, anche stuprare la colf o molestare una segretaria. O magari corrompere un testimone perché menta sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un colpevole. Che poi è proprio il caso nostro, anzi Suo. Come scrisse il grande Claudio Rinaldi sull'Espresso a proposito del primo Lodo, "un'autorizzazione a delinquere".La suprema porcata cancella, con legge ordinaria - votata in un paio di minuti dal collegio difensivo allargato del premier imputato, che ha nome “Consiglio dei ministri” - l’articolo 3 della Costituzione repubblicana. Che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”. La questione è tutta qui. Le chiacchiere, come si dice a Roma, stanno a zero. Se tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, non ne possono esistere quattro che non rispondono in nessun caso alla legge per un certo numero di anni in base alle loro “condizioni personali e sociali”, cioè alle cariche che occupano. Se la Costituzione dice una cosa e una legge ordinaria dice il contrario, la legge ordinaria è incostituzionale. A meno, si capisce, di sostenere che è incostituzionale la Costituzione (magari prima o poi si arriverà anche a questo). Ora, quando in una democrazia governo e parlamento varano una legge incostituzionale, a parte farsi un’idea della qualità del governo e del parlamento che hanno eletto, i cittadini non si preoccupano. Sanno, infatti, che le leggi incostituzionali sono come le bugie: hanno le gambe corte. Il capo dello Stato non le firma, il governo e il parlamento le ritirano oppure, se non accade nessuna delle due cose, la Corte costituzionale le spazza via. Ma purtroppo siamo in Italia, dove le leggi incostituzionali, come le bugie, hanno gambe lunghissime. Non è affatto scontato che il presidente della Repubblica o la Consulta se la sentano di bocciare la suprema porcata. A furia di strappi, minacce, ricatti, vere e proprie estorsioni politiche, il terrore serpeggia nelle alte sfere (che preferiscono chiamarlo “dialogo”). E anche la Costituzione è divenuta flessibile, anzi trattabile. Un mese fa è passata con tutte le firme e le controfirme una legge razziale (per solennizzare il 70° anniversario di quelle mussoliniane) denominata “decreto sicurezza”: quella che istituisce un’aggravante speciale per gli immigrati irregolari. Se fai una rapina e sei di razza ariana e di cittadinanza italiana, ti becchi X anni; se fai una rapina e sei extracomunitario, ti becchi X+Y anni. Vuoi mettere, infatti, la soddisfazione di essere rapinato da un italiano anziché da uno straniero. E il principio di uguaglianza? Caduto in prescrizione. Stavolta è ancora peggio, perchè non è in ballo il destino di qualche vuccumpra’, ma l’incolumità giudiziaria del noto tangentaro (vedi ultima sentenza della Cassazione sul caso Sme-Ariosto) che siede a Palazzo Chigi. Infatti è già tutto un distinguo, a destra come nella cosiddetta opposizione, sulle differenze che farebbero del Lodo-bis una versione “migliore” del Lodo primigenio. Il ministro ad personam Angelino Jolie assicura che, bontà sua, “la sospensione dei processi non impedisce al giudice l'assunzione delle prove non rinviabili, la prescrizione è sospesa, l'imputato vi può rinunciare. La sospensione non è reiterabile e la parte civile può trasferire in sede civile la propria pretesa”. Il che, ad avviso suo e di tutti i turiferari arcoriani sparsi nei palazzi, nelle tv e nei giornali, basterebbe a rendere costituzionale la porcata. Noi, che non siamo costituzionalisti, preferiamo affidarci a chi lo è davvero (con tutto il rispetto per Angelino e il suo gemellino Ostellino), e cioè all’ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida. Il quale, interpellato il 18 giugno da Liana Milella su la Repubblica, ha spiegato come e qualmente chi cita la sentenza della Consulta che nel 2004 bocciò il primo Lodo e sostiene che questo secondo la recepisce, non ha capito nulla: “La prerogativa di rendere temporaneamente improcedibili i giudizi per i reati commessi al di fuori dalle funzioni istituzionali dai titolari delle più alte cariche potrebbe eventualmente essere introdotta solo con una legge costituzionale, proprio come quelle che riguardano parlamentari e ministri… La bocciatura del vecchio lodo nel 2004 da parte della Consulta è motivata dalla violazione del principio di uguaglianza dei cittadini quanto alla sottoposizione alla giurisdizione penale”. L’unica soluzione per derogare all’articolo 3 è modificare eventualmente la Costituzione (con doppia lettura alla Camera e doppia lettura al Senato, e referendum confermativo in mancanza di una maggioranza dei due terzi). E non con una legge che sospenda automaticamente i processi alle alte cariche: sarebbe troppo. Ma, al massimo, con una norma che - spiega Onida - “introduca una forma di autorizzazione a procedere che consentirebbe di valutare la concretezza dei singoli casi. Ragiono su ipotesi, perché gli ‘scudi’ sono da guardare sempre con molta prudenza… La sospensione non dovrebbe essere automatica, ma conseguire al diniego di una autorizzazione a procedere. E comunque la legge costituzionale resta imprescindibile”. Insomma, quando Angelino Jolie sbandiera la “piena coincidenza del Lodo con le indicazioni della Consulta”, non sa quel che dice. La rinunciabilità del Lodo non significa nulla (comunque Berlusconi, l’unico ad averne bisogno, non vi rinuncerà mai: altrimenti non l’avrebbe fatto). E la possibilità della vittima di ricorrere subito in sede civile contro l’alta carica che le ha causato il danno, se non fosse tragica, sarebbe ridicola: uno dei quattro presidenti si mette a violentare ragazze o a sparare all’impazzata, ma i giudici non lo possono arrestare (nemmeno in flagranza di reato), nè destituire dall’incarico fino al termine della legislatura; in compenso le vittime, se sopravvivono, possono andare dal giudice civile a chiedere qualche euro di risarcimento… Che cos’è: uno scherzo? L’unica differenza sostanziale tra il vecchio e il nuovo Lodo è che stavolta vale per una sola legislatura: non per un premier che viene rieletto, nè per un premier (uno a caso) che passa da Palazzo Chigi al Quirinale. Ma ciò vale fino al termine di questa legislatura. Dopodichè Berlusconi, una volta rieletto o asceso al Colle, potrà agevolmente far emendare il Lodo, sempre per legge ordinaria, e concedersi un’altra proroga di 5 o di 7 anni.A questo punto si spera che il capo dello Stato non voglia cacciarsi nell’imbarazzante situazione in cui si trovò nel 2004 Carlo Azeglio Ciampi: il quale firmò (e secondo alcuni addirittura ispirò tramite l’amico Antonio Maccanico) il Lodo, e sei mesi dopo fu platealmente smentito dalla Corte costituzionale. Uno smacco che, se si dovesse ripetere, danneggerebbe la credibilità di una delle pochissime istituzioni ancora riconosciute dai cittadini: quella del Garante della Costituzione. Quando una legge è manifestamente, ictu oculi, illegittima, il capo dello Stato ha non solo la possibilità, ma il dovere di rinviarla al mittente prima che lo faccia la Consulta. In ogni caso, oltre al doppio filtro del Quirinale e della Consulta, c’è anche quello dei cittadini. Che, tanto per cominciare, scenderanno in piazza a Roma l’8 luglio contro questa e le altre leggi-canaglia. Dopodichè potranno raderle al suolo con un referendum, già preannunciato da Grillo e Di Pietro. Si spera che anche il Pd - se non gli eletti, almeno gli elettori - vi aderirà. Si attendono smentite al commento più scombiccherato della drammatica giornata di ieri: quello della signora Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, secondo la quale “il Lodo deve valere dalla prossima legislatura”. Così il Caimano si porta dietro lo scudo spaziale anche al Quirinale. Non sarebbe meraviglioso?
domenica 29 giugno 2008
Lavorare per vivere o vivere per lavorare?
A Sorrento (Na) c'è una emergenza lavoro che nessuno vuol vedere. A differenza di tanti altri posti qui il lavoro non manca, quello che manca è chi tuteli i lavoratori. La situazione è drammatica.
L'intera economia si basa e gira intorno al turismo, quindi hotels e ristoranti. I veri padroni della città sono gli albergatori, la Federalberghi, e i grandi ristoratori. Uomini e odnne che posseggono grandi capitali, investiti in questo settore e che hanno la fortuna di avere lavoratrici e lavoratori che svolgono (fatte le dovute eccezioni) il loro lavoro in modo encomiabile.
Anche se si firma un contratto di 6.40 si lavora per 8 ore pagate per 6.40! Chi svolge un turno di notte in qualche hotel può rrivare anche a 10 (Dieci) o 12 (dodici) ore di lavoro con qualche maggiorazoine notturna.
Le famiglie sono divise perchè cè chi lavora di giorno e chi di pomeriggio. Per cui chi arriva vede l'altro uscire per il lavoro. Quando questo si ritira a casa o tutti gli altri dormono, oppure sono fuori, oppure trova la povera madre o moglie che lo attende per dargli la cena e la buona notte.
Questa è vita?
Si lavora per guadagnare per poi pagare tasse o bollette o per un pranzo ed una cena garantita ogni giorno.
I lavoratori non hanno nessuno che li informi dei loro diritti oltre che dei loro doveri.
Nessuno che li organizzi per tutelare la loro salute psico-fisica. Nessuno che gli garantisca assistenza in caso di litigio col titolare oppure nel caso avesse bisogno di permessi o aumenti o qualnt'altro.
Mi sono sempre chiesto come mai i controlli nei grandi e piccoli hotels e ristoranti siano sempre così rari e sporadici. Forse che dietro vi sia una connivenza di favori? forse che dietro vi sia un Humus di clientelismo molto pericoloso che possa creare terreno fertile per nuove mafie? Non c'è da scherzare se si sentono sempre di più in giro ragazzi, figli di albergatori che non si fanno nessun problema nel dichiarare che evedere è giusto! che farsi pagare in nero sia legittimo!
Questi ragionamenti portano solo alla barbarie, dove vince solo chi è più furbo, forte e spietato!
questa è ingiustizia! del resto però come lamentarsi se al governo abbaimo un pluriindagato, inneggiante all'evasione, aspirante dittatore del belpaese? Se i nostri adulti la pensano come lui, come possono i figli discostarsene?
Intanto vecchi e giovani imprenditori si organizzano per migliorare la città e la sua economia, ma nessuno pensa alla vita e alla economia domestica delle tante lavoratrici e lavoratori.
Pochi si arricchiscono sempre di più per il lavoro duro di tanti che restano nella loro condizione!
Questo non è giusto! Non si può sempre tacere o soprassedere.
C'è bisogno di informazione, di formazione, di organizzarsi perchè le persone non sono merce da acquistare ma anime che meritano rispetto!
venerdì 16 maggio 2008
I rifiuti di Sorrento dove vanno?
I rifiuti di Napoli e della Campania sono anche i nostri.
Non basta poter vivere in un paese dove l'emergenza non si sente più di tanto.
La domanda dovrebbe essere per noi di Sorrento: dove vanno i nostri rifiuti?
Si dove vanno? perchè immagino che non siamo ancora giunti al miracolo dei "rifiuti zero"!
Da qualche parte dovranno pure andare. Senza andare oltre con la fantasia, possiamo dire che vanno ad alimentare il fetore e l'impossibilità di vivere dei nostri amici del vesuviano, di Napoli, di qualche discarica o se volete nella migliore delle ipotesi è su qulache treno o nave verso qualche rotta turistica...
Portiamo la nostra monnezza in giro invece di iniziare a risolvere alla radice il problema.
I nostri dipendenti comunali non sanno nemmeno cosa sia il progetto rifiuti zero. Non sanno neanche cosa sia la differenziata, un compost e come si possa organizzarla.
Per fare questo hanno dovuto rubare l'idea ad un parroco di campagna che aveva smosso le acque. Prima gli hanno affossato l'idea e poi l'hanno rubata facendola passare per loro.
Hanno fatto finta di organizzare qualche incontro in qualche parrocchia, ma siccome non sanno bene davvero cosa sia la differenziata, nella migliore delle ipotesi si sono solo fatti belli difronte all'opinione pubblica. poi finito lì si e' ritornati alla realtà di prima. Complimenti!
Per il resto di differenziata porta a porta e di informazione ai cittadini niente! Meglio girare lo spot con la Maya e la Pedron o meglio ancora fermarsi a pranzo con Mengacci.
Intanto resta il problema: dove vanno a finire i nostri rifiuti?
Per piacere quando vedremo le immagini di Napoli e provincia sommerse dai rifiuti aguzziamo gli occhi: magari lì c'è il nostro televisore, il nostro sacchetto, i nostri panni vecchi...guardiamoli e chiediamoci se sia giusto o meno tutto ciò. Quando vedremo lo spot di Sorrento sulle reti nazionali, tutta pulita e bella chiediamoci se sia giusto o meno che la nostra bellezza sia a discapito di altri. Se sia giusto o meno continuare a tacere o sia più giusto chiedere che almeno qui da noi le cose inizino a cambiare.
giovedì 8 maggio 2008
La voce di un profeta
Publico alcune parole sui cristiani in politica di Don Tonino Bello che ci ha lasciati troppo presto.
La sua lungimiranza si nota tantissimo in questo scritto del 1987 (21 anni fa!). Da allora troppo poco è cambiato, troppo poco noi cristiani ci siamo messi davvero in gioco. Troppo poco gli uomini hanno servito con onore gli altri uomini.
Come vede la presenza dei cristiani nel sociale e nel politico?
Anzitutto, non solo sono convinto di quanto afferma la Gaudium et spes, che parla della politica come di “un’arte nobile e difficile”, ma condivido in pieno l’espressione di Paolo VI, il quale afferma che “la politica è una maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri”.
Penso, pertanto, che il credente, oggi più che mai, debba accettare il rischio della carità politica, sottoposta per sua natura alla lacerazione delle scelte difficili, alla fatica delle decisioni non da tutti comprese, al disturbo delle contraddizioni e delle conflittualità sistematiche, al margine sempre più largo dell’errore costantemente in agguato.
Il cristiano, in pratica, imbocca la Gerusalemme-Gerico; non disdegna di sporcarsi le mani; non passa oltre per paura di contaminarsi; non si prende i fatti suoi; non si rifugia nei suoi affari privati; non tira diritto per raggiungere il focolare domestico, o l’amore rassicurante della sposa, o la mistica solennità della sinagoga. Fa come fece il buon Samaritano, per il quale san Luca usa due verbi splendidi: “Ne ebbe compassione” e “gli si fece vicino”.
È un mestiere difficile, non c’è dubbio. Non solo perché richiede la coscienza dell’autonomia della politica da ogni ipoteca confessionale e il riconoscimento della sua laicità. Ma anche perché deve evitare la tentazione, sempre in agguato, dell’integralismo: diversamente si ridurrebbe il messaggio cristiano a una ideologia sociale.
In concreto, come si caratterizza l’azione politica del credente?
Il cristiano che fa politica deve avere non solo la compassione delle mani e del cuore, ma anche la compassione del cervello. Analizza in profondità le situazioni di malessere. Apporta rimedi sostanziali sottratti alla fosforescenza del precariato. Non fa delle sofferenze della gente l’occasione per gestire i bisogni a scopo di potere. Paga di persona il prezzo di una solidarietà che diventa passione per l’uomo. Addita in termini planetari e senza paure, i focolai da cui partono le ingiustizie, le violenze, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani.
Sicché, man mano che il cristiano entra in politica, dovrebbe uscirne di pari passo la mentalità clientelare, il vassallaggio dei sistemi correntizi, la spartizione oscena del denaro pubblico, il fariseismo teso a scopi reconditi di dominio.
Utopie? Forse. Ma così a portata i mano, che possono finalmente diventare “carne e sangue” sull’altare della vita.
(27 febbraio 1987)
La sua lungimiranza si nota tantissimo in questo scritto del 1987 (21 anni fa!). Da allora troppo poco è cambiato, troppo poco noi cristiani ci siamo messi davvero in gioco. Troppo poco gli uomini hanno servito con onore gli altri uomini.
Come vede la presenza dei cristiani nel sociale e nel politico?
Anzitutto, non solo sono convinto di quanto afferma la Gaudium et spes, che parla della politica come di “un’arte nobile e difficile”, ma condivido in pieno l’espressione di Paolo VI, il quale afferma che “la politica è una maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri”.
Penso, pertanto, che il credente, oggi più che mai, debba accettare il rischio della carità politica, sottoposta per sua natura alla lacerazione delle scelte difficili, alla fatica delle decisioni non da tutti comprese, al disturbo delle contraddizioni e delle conflittualità sistematiche, al margine sempre più largo dell’errore costantemente in agguato.
Il cristiano, in pratica, imbocca la Gerusalemme-Gerico; non disdegna di sporcarsi le mani; non passa oltre per paura di contaminarsi; non si prende i fatti suoi; non si rifugia nei suoi affari privati; non tira diritto per raggiungere il focolare domestico, o l’amore rassicurante della sposa, o la mistica solennità della sinagoga. Fa come fece il buon Samaritano, per il quale san Luca usa due verbi splendidi: “Ne ebbe compassione” e “gli si fece vicino”.
È un mestiere difficile, non c’è dubbio. Non solo perché richiede la coscienza dell’autonomia della politica da ogni ipoteca confessionale e il riconoscimento della sua laicità. Ma anche perché deve evitare la tentazione, sempre in agguato, dell’integralismo: diversamente si ridurrebbe il messaggio cristiano a una ideologia sociale.
In concreto, come si caratterizza l’azione politica del credente?
Il cristiano che fa politica deve avere non solo la compassione delle mani e del cuore, ma anche la compassione del cervello. Analizza in profondità le situazioni di malessere. Apporta rimedi sostanziali sottratti alla fosforescenza del precariato. Non fa delle sofferenze della gente l’occasione per gestire i bisogni a scopo di potere. Paga di persona il prezzo di una solidarietà che diventa passione per l’uomo. Addita in termini planetari e senza paure, i focolai da cui partono le ingiustizie, le violenze, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani.
Sicché, man mano che il cristiano entra in politica, dovrebbe uscirne di pari passo la mentalità clientelare, il vassallaggio dei sistemi correntizi, la spartizione oscena del denaro pubblico, il fariseismo teso a scopi reconditi di dominio.
Utopie? Forse. Ma così a portata i mano, che possono finalmente diventare “carne e sangue” sull’altare della vita.
(27 febbraio 1987)
mercoledì 7 maggio 2008
Chi è chiamato a governare
Chi è chiamato a governare dovrebbe sapere per prima cosa che il suo è un servizio!
Chi è chiamato a governare dovrebbe sapere che è un servo di tutti i cittadini, che fornisce un servizio affinchè tutti stiano meglio.
Non è un compito facile e proprio per questo non tutti possono esserne all'altezza.
Chi governa dovrebbe essere come un eroe.
Nel nostro paese Italia, ci sono molti che hannoavuto e che hanno l'onore e la dignità per farlo.
Ma molti, troppi non ne hanno la dignità. Molti sono addirittura condannati dalla legge!
Sono settanta i ocndannati che troverete aggiornati al lato nel blog.
Settanta fuorilegge - perchè giudicati tali dalla legge - dovrano fare le leggi per noi, per i cittadini onesti.
Certo si può sbagliare, umanamente va compreso e mai condannato definitivamente a livello di dignità. Ma da qui a pretendere di rappresentare gl italiani ce ne assa!
Mi sembra un pò inaccettabile e stonato essere governati da gente condannata dalla giustizia.
Molti italiani forse non lo sapevano neanche quando li hanno votati, molti non lo sanno ancora. Ecco perchè informare è un arma potente e da attivare subito.
Prendiamoci la nostra dignità di italiani, di cittadini, di uomini.
Chi è chiamato a governare dovrebbe sapere che è un servo di tutti i cittadini, che fornisce un servizio affinchè tutti stiano meglio.
Non è un compito facile e proprio per questo non tutti possono esserne all'altezza.
Chi governa dovrebbe essere come un eroe.
Nel nostro paese Italia, ci sono molti che hannoavuto e che hanno l'onore e la dignità per farlo.
Ma molti, troppi non ne hanno la dignità. Molti sono addirittura condannati dalla legge!
Sono settanta i ocndannati che troverete aggiornati al lato nel blog.
Settanta fuorilegge - perchè giudicati tali dalla legge - dovrano fare le leggi per noi, per i cittadini onesti.
Certo si può sbagliare, umanamente va compreso e mai condannato definitivamente a livello di dignità. Ma da qui a pretendere di rappresentare gl italiani ce ne assa!
Mi sembra un pò inaccettabile e stonato essere governati da gente condannata dalla giustizia.
Molti italiani forse non lo sapevano neanche quando li hanno votati, molti non lo sanno ancora. Ecco perchè informare è un arma potente e da attivare subito.
Prendiamoci la nostra dignità di italiani, di cittadini, di uomini.
sabato 26 aprile 2008
Nuove parole, nuova giustizia
"Verrà un giorno in cui gli uomini saranno nuovamente chiamati a proferire la Parola di Dio, in modo tale che il mondo, sotto la sua influenza, si trasformi e si rinnovi. Sarà un linguaggio nuovo, forse completamente a-religioso, ma sarà un linguaggio liberatore e redentore, come la parola di Gesù. E allora gli uomini ne avranno paura, ma ugualmente saranno dominati dal suo potere. Sarà il linguaggio di una nuova giustizia e di una nuova verità, il linguaggio che annuncia la pace con Dio con gli uomini e l'approssimarsi del suo Regno. "temeranno e tremeranno a causa di tutto il bene e di tutta la pace che io procurerò" (Geremia 33.9) ".
(Dietrich Bonhoeffer, teologo protestante condannato a morte per aver partecipato a un complotto contro Hitler nel 1944, dalla prigione, scrisse queste profetiche parole.)
(Dietrich Bonhoeffer, teologo protestante condannato a morte per aver partecipato a un complotto contro Hitler nel 1944, dalla prigione, scrisse queste profetiche parole.)
venerdì 25 aprile 2008
martedì 15 aprile 2008
Ora tocca a noi.
Le elezioni politiche si sono concluse. Il risultato e' quello che tutti sappiamo. L'unica grande novità e' la scomparsa per questa legislatura della sinistra e della destra. Niente male come terremoto politico.
Ora però tocca a noi cittadini prendere in mano le sorti dei nostri comuni. Siamo noi che pagando le tasse dobbiamo esigere che chi ci governi sia responsabile ed affidabile. Che sappia leggere i problemi CONCRETI del proprio comune o paese e ne sappia trarre le migliori (non le meno peggio!) soluzioni.
Per Sorrento, il mo paese io avrei qualche cosa da dire.
Proverò nei prossimi giorni ad individuare problemi e soluzioni concrete. Chi vuole, può aiutarmi nell'opera.
venerdì 11 aprile 2008
Acqua pubblica
Ho gia' dato spazio in passato alle battaglie per l'acqua pubblica. I beni universali non possono essere in mano private. Purtroppo e' quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi ogni giorno sempre di più. Questo è moralmente gravissimo e nessuno può starsene con le mani in mano. io mi chiedo dvoe sono gli uomini di buona valontà. Possibile che siano così pochi?
Pubblico uno sconcertante documento qui di seguito. Prego chiunque di prenderne atto e di diffonderlo il più possibile.
La terra, con tutte le sue bellezze appartiene a tutti e non solo a pochi che la sfruttano per guadagnarci sopra. Questo sono ferite all'umanità e alla digità degli uomini e delle donne. E' ora di prendere in mano la situazione e di darsi da fare, di farsi sentire, di riportare al suo antico splendore la dignità e l'animo di ogni donna e di ogni uomo troppo spesso oggi calpestati.
Apprendiamo che l’Eniacqua Spa ( Ex Eniacqua) ha ceduto le sue azioni a Vianini Lavori Spa (Caltagirone) e a SIBA SpA (Acqualatina,Veolia), di Acqua Campania SpA.
Già all’assemblea tenutasi a Roma nel marzo scorso, noi della Campania avevamo fatto presente al Forum i pericoli che correvamo, ed ora eccoci qua, con un'altra bella situazione in Campania!
Ci stiamo attivando per muoverci nel modo migliore, per fare comunicati, iniziative, ecc. ma intanto volevamo avvisarvi di quanto sta accadendo.
Già all’assemblea tenutasi a Roma nel marzo scorso, noi della Campania avevamo fatto presente al Forum i pericoli che correvamo, ed ora eccoci qua, con un'altra bella situazione in Campania!
Ci stiamo attivando per muoverci nel modo migliore, per fare comunicati, iniziative, ecc. ma intanto volevamo avvisarvi di quanto sta accadendo.
mercoledì 9 aprile 2008
Fermare l'ipocrisia
Siamo di fronte all'assurdo qui a Sorrento. Abbiamo un sindaco accusato di omicidio colposo per i tragici avvenimenti del primo maggio scorso. Ebbene questo sindaco e la sua giunta irresponsabile han deciso di fare una irragionevole e volgare iniziativa per il prossimo primo di maggio: invitare il capo dello stato! E no cari signori! Così è troppo comodo e troppo facile. Così di gettare fumo negli occhi a chi cerca a verità e non si stancherà di cercarla e di portarla alla luce. Così volete prenderci nuovamente per il c..o! Così volete portare nuovamente in trionfo l'ipocrisia del non sapersi assumere le prorie e pesanti responsabilità!
Allego la lettera che il sito http://www.sorrentoprimomaggio.com/ ha inviato al presidente Napolitano e che han gia' firmato in tanti in tutta Italia. Invito tutti a visitare il sito e a firmare e diffondere! E' un servizio alle morti innocenti!
Grazie.
Signor Presidente,
abbiamo appreso dai giornali locali che la Giunta Municipale di Sorrento, su proposta del Sindaco, ha deciso di invitarLa formalmente a presenziare ad una manifestazione, il prossimo 1 maggio 2008, con la quale intende commemorare il primo anniversario della tragedia che ha colpito la nostra città.
Come certamente ricorderà, quel giorno due donne furono uccise dall’improvviso crollo del carro-gru di una ditta che installava luminarie per i festeggiamenti in onore del santo patrono. L’avvenimento ebbe grande risalto nella cronaca nazionale, anche perché coincideva con la festa del primo maggio; festa, nel 2007, dedicata al gravissimo problema delle morti per incidenti sul lavoro.
Siamo un gruppo di cittadini che nei giorni successivi a quella vicenda ha condiviso alcune riflessioni, riassunte in un documento intitolato “Per non dimenticare” (sottoscritto da quasi mille persone) e che intorno a quel documento ha dato vita allo spazio web “sorrentoprimomaggio.com”.
Le scriviamo per sottoporLe alcune considerazioni su quell’avvenimento e per rivolgerLe l’appello che troverà in fondo alla lettera.
1) L’incidente del 1 maggio 2007 non è stato esattamente un incidente sul lavoro. L’accadimento non è da ascrivere a carenze nella tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Alcuni lavoratori rimasero feriti dalla caduta del braccio della gru, ma a perdere la vita furono due donne che uscivano dalla messa. Ad ucciderle fu materialmente il braccio della gru che si spezzò ma la causa della loro morte, secondo i magistrati che hanno condotto le indagini, fu “il ripetuto posizionamento del braccio del predetto mezzo sulla piazza senza che fosse interrotto il traffico pedonale e veicolare e quindi in dispregio delle norme sulla sicurezza” (il testo è stato riportato dalla stampa). Un avvenimento così tragico poteva quindi essere evitato con una semplice transenna. Sulla piazza dove avvenne l’incidente si affacciano gli uffici del Municipio.
2) A nostro parere, quell’inaccettabile evento è un tragico esempio delle conseguenze che possono derivare dall’inosservanza di regole elementari e dalla mancanza di rispetto per il prossimo. E si può spiegare solo considerando quanto siano ormai diffusi e abitudinari i piccoli e grandi comportamenti illegali.
3) La stampa ha reso noto che la magistratura ha completato le indagini sull’incidente, contestando l’ipotesi di omicidio colposo plurimo al titolare della ditta che stava svolgendo i lavori, al committente (il rettore della Basilica), ma anche agli stessi operai (familiari del titolare) che pure erano rimasti feriti, e al sindaco di Sorrento che secondo la procura “era pienamente consapevole del grave pericolo per l’incolumità dei cittadini costituito dall’irregolare svolgimento dei lavori” e al quale è stato contestato anche il reato di omissione di atti d’ufficio.
Signor Presidente,
sarebbe un grandissimo onore riceverLa nella nostra città, non solo per l’altissimo rilievo della Sua carica di Capo dello Stato, ma anche per l’apprezzamento profondo che nutriamo verso le qualità morali della Sua persona.
Tuttavia, ci permettiamo, da semplici cittadini, di invitarLa a stare con noi in un’altra occasione, dopo che le responsabilità dell’incidente saranno state accertate, e dando alla sua visita un contenuto più generale, quello di un forte richiamo per tutti al rispetto delle regole e della legalità, al rispetto dei diritti degli altri, alla difesa del bene comune.
Siamo sicuri che, in questo modo,la Sua presenza potrà essere di grande conforto per i familiari delle vittime.
Con grande stima, Le inviamo i nostri saluti.
Sorrento, 6 aprile 2008
Allego la lettera che il sito http://www.sorrentoprimomaggio.com/ ha inviato al presidente Napolitano e che han gia' firmato in tanti in tutta Italia. Invito tutti a visitare il sito e a firmare e diffondere! E' un servizio alle morti innocenti!
Grazie.
Signor Presidente,
abbiamo appreso dai giornali locali che la Giunta Municipale di Sorrento, su proposta del Sindaco, ha deciso di invitarLa formalmente a presenziare ad una manifestazione, il prossimo 1 maggio 2008, con la quale intende commemorare il primo anniversario della tragedia che ha colpito la nostra città.
Come certamente ricorderà, quel giorno due donne furono uccise dall’improvviso crollo del carro-gru di una ditta che installava luminarie per i festeggiamenti in onore del santo patrono. L’avvenimento ebbe grande risalto nella cronaca nazionale, anche perché coincideva con la festa del primo maggio; festa, nel 2007, dedicata al gravissimo problema delle morti per incidenti sul lavoro.
Siamo un gruppo di cittadini che nei giorni successivi a quella vicenda ha condiviso alcune riflessioni, riassunte in un documento intitolato “Per non dimenticare” (sottoscritto da quasi mille persone) e che intorno a quel documento ha dato vita allo spazio web “sorrentoprimomaggio.com”.
Le scriviamo per sottoporLe alcune considerazioni su quell’avvenimento e per rivolgerLe l’appello che troverà in fondo alla lettera.
1) L’incidente del 1 maggio 2007 non è stato esattamente un incidente sul lavoro. L’accadimento non è da ascrivere a carenze nella tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Alcuni lavoratori rimasero feriti dalla caduta del braccio della gru, ma a perdere la vita furono due donne che uscivano dalla messa. Ad ucciderle fu materialmente il braccio della gru che si spezzò ma la causa della loro morte, secondo i magistrati che hanno condotto le indagini, fu “il ripetuto posizionamento del braccio del predetto mezzo sulla piazza senza che fosse interrotto il traffico pedonale e veicolare e quindi in dispregio delle norme sulla sicurezza” (il testo è stato riportato dalla stampa). Un avvenimento così tragico poteva quindi essere evitato con una semplice transenna. Sulla piazza dove avvenne l’incidente si affacciano gli uffici del Municipio.
2) A nostro parere, quell’inaccettabile evento è un tragico esempio delle conseguenze che possono derivare dall’inosservanza di regole elementari e dalla mancanza di rispetto per il prossimo. E si può spiegare solo considerando quanto siano ormai diffusi e abitudinari i piccoli e grandi comportamenti illegali.
3) La stampa ha reso noto che la magistratura ha completato le indagini sull’incidente, contestando l’ipotesi di omicidio colposo plurimo al titolare della ditta che stava svolgendo i lavori, al committente (il rettore della Basilica), ma anche agli stessi operai (familiari del titolare) che pure erano rimasti feriti, e al sindaco di Sorrento che secondo la procura “era pienamente consapevole del grave pericolo per l’incolumità dei cittadini costituito dall’irregolare svolgimento dei lavori” e al quale è stato contestato anche il reato di omissione di atti d’ufficio.
Signor Presidente,
sarebbe un grandissimo onore riceverLa nella nostra città, non solo per l’altissimo rilievo della Sua carica di Capo dello Stato, ma anche per l’apprezzamento profondo che nutriamo verso le qualità morali della Sua persona.
Tuttavia, ci permettiamo, da semplici cittadini, di invitarLa a stare con noi in un’altra occasione, dopo che le responsabilità dell’incidente saranno state accertate, e dando alla sua visita un contenuto più generale, quello di un forte richiamo per tutti al rispetto delle regole e della legalità, al rispetto dei diritti degli altri, alla difesa del bene comune.
Siamo sicuri che, in questo modo,la Sua presenza potrà essere di grande conforto per i familiari delle vittime.
Con grande stima, Le inviamo i nostri saluti.
Sorrento, 6 aprile 2008
martedì 1 aprile 2008
Un pò di dignità per favore...

Ci sono dei momenti in cui essere cittadino e' davvero dura. Non dovrebbe essere così. Dovrebbero esserci, perchè così prevede la democrazia, uomini e donne nei palazzi del governo dei comuni che vigilano sulla tua sicurezza. Pagati lautamente da te e dai tuoi concittadini per garantirti sicurezza, dignità,lavoro, salute, futuro per i tuoi figli.
Purtroppo non è così.
Vivo a Sorrento (perla nel napoletano) dove i turisti percorrono chilomentri per passarvi anche solo un week-end; Eppure in questa perla di bellezza naturale avvengono cose strane, inaudite, incomprensibili che farebbero incavolare ed indignare anche il più incallito dei ghandiani!
Il primo maggio 2007 nella festa dei lavoratori muoiono due donne che uscivano da una chiesa. Come mai? semplice una gru gli e' piombata addosso! Capita no?!
Dopo un anno di indagini la procura della repubblica di Torre Annunziata emette un documento dove si individuano diversi personaggi a cui viene contestato il reato più grave e cioè la mancata responsabilità della sicurezza. Tra questi figura anche il sindaco di Sorrento Marco Fiorentino. (leggi il testo della procura della repubblica sotto).
Ebbene il signor Sindaco in tutto questo tempo non ha mai sentito il bisogno di spiegare a noi (suoi datori di lavoro) cosa fosse realmente accaduto in quei giorni; Non ha sentito il bisogno di fornire una spiegazione della sua posizione a quanti lo hanno eletto ne a tutti i suoi cittadini.
Io credo che una persona che non sappia tutelare la sicurezza dei suoi cittadini debba quantomeno fare un grosso passo indietro e lasciare la scena politica. Un'amministrazione che non sa' progettare per il lungo periodo, che non sa vedere e leggere le vere esigenze dei suoi cittadini, debba trarre le sue conseguenze e togliere il disturbo. L'aumento dei parcheggi, il flop del mega parcheggio Correale (lavori fermi e sito sotto sequestro per forniture di materiale scadente e quindi pericoloso!) fatto con i nostri soldi senza sentire il bisogno di chiederci nulla...Senza avvertire la necessità di informarci sui costi e sulle modalità; senza la briga di chiederci se tale progetto era o meno nela volontà dei sorrentini; In ultimo poi l'aumento ingiustificato, del ticket per accedere al porto... La gestione del potere come se fosse una cosa personale...No! da cittadino non ci sto! I politici sono lì per servire e non per servirsi del potere. Loro sono i dipendenti dei cittadini che sono (siamo) i loro datori di lavoro ed e' anoi che debbono rendere sempre conto perchè tutto quello che fanno, lo compiono con i nostri soldi!
Non chiediamo molto, solo una normale vita, solo un pò di dignità per favore...
Sorrentini! riprendiamoci la nostra città, il blog e' a disposizione per suggerimenti ed iniziative per dare un vero futuro a quanti amano ed abitano onestamente questi luoghi.
Di seguito le parti essenziali del comunicato della procura, tratto da un settimanale sorrentino.
(da Agorà del 25 marzo 2008)
Tragedia del Primo Maggio - Omicidio colposo per il sindaco – La procura ha comunicato a Marco Fiorentino ed agli altri indagati l’avviso di conclusione delle indagini sui fatti del 1^ Maggio 2007 con l’ipotesi di reato più grave.“
(…) Questo hanno scritto il Procuratore capo Diego Marmo ed i sostituti Pavia e Calabria nell’avviso di conclusione delle indagini. Secondo la procura “Il primo cittadino di Sorrento era pienamente consapevole del grave pericolo per l’incolumità dei cittadini costituto dall’irregolare svolgimento dei lavori in Piazza S.Antonino dalla società Donnarumma sas ed in particolare dell’utilizzo da parte del personale della predetta società di una piattaforma attraverso il ripetuto posizionamento del braccio del predetto mezzo sulla piazza senza che fosse interrotto il traffico veicolare e pedonale e quindi in dispregio delle norme sulla sicurezza non ha adottato alcun provvedimento al fine di eliminare e prevenire il predetto grave stato di pericolo” questo l’atto di accusa fatto dagli inquirenti. Una serie di circostanze, ritenute attendibili, i P.M. hanno posto a fondamento dei capi di imputazione. Innanzitutto, i testimoni. Alcune persone avrebbero informato sulla situazione di pericolo. Questo affermano i magistrati della Procura. Un testimone, in particolare, avrebbe riferito agli inquirenti di aver fatto presente della situazione dei lavori e dei pericoli derivanti dal modo in cui venivano svolti. L’allarme, quindi, sarebbe stato lanciato nella completa indifferenza. Ma nessuno avrebbe risposto. Poi, c’è la situazione di fatto. La sistemazione delle luminarie con carro-gru si è protratta per alcuni giorni in pieno centro cittadino, a due passi da piazza Tasso ed a pochi metri dal Comune. Nessuno è intervenuto. (…). Oltre al sindaco, l’omicidio colposo è contestato anche al titolare della ditta che eseguiva i lavori Aniello Donnarumma, a quello che per la procura è il titolare di fatto della ditta: il padre Francesco, e alle due persone presenti nel carrello Eduardo e Massimo Donnarumma dipendenti della società. Tutti avrebbero agito con negligenza e imperizia, senza rispettare la diligenza che si richiede in questi casi (…). Stesso capo di imputazione è per il Rettore della chiesa di S.Antonino Don Giuseppe Esposito in qualità di committente dei lavori (…). Ulteriori responsabilità si ravvisano – secondo la Procura – anche per Pinardi Daniele tecnico progettista del carro gru. Alla luce del parere tecnico fornito dagli esperti nominati dalla procura il carro-gru avrebbe avuto imperfezioni strutturali (…).”
Tragedia del Primo Maggio - Omicidio colposo per il sindaco – La procura ha comunicato a Marco Fiorentino ed agli altri indagati l’avviso di conclusione delle indagini sui fatti del 1^ Maggio 2007 con l’ipotesi di reato più grave.“
(…) Questo hanno scritto il Procuratore capo Diego Marmo ed i sostituti Pavia e Calabria nell’avviso di conclusione delle indagini. Secondo la procura “Il primo cittadino di Sorrento era pienamente consapevole del grave pericolo per l’incolumità dei cittadini costituto dall’irregolare svolgimento dei lavori in Piazza S.Antonino dalla società Donnarumma sas ed in particolare dell’utilizzo da parte del personale della predetta società di una piattaforma attraverso il ripetuto posizionamento del braccio del predetto mezzo sulla piazza senza che fosse interrotto il traffico veicolare e pedonale e quindi in dispregio delle norme sulla sicurezza non ha adottato alcun provvedimento al fine di eliminare e prevenire il predetto grave stato di pericolo” questo l’atto di accusa fatto dagli inquirenti. Una serie di circostanze, ritenute attendibili, i P.M. hanno posto a fondamento dei capi di imputazione. Innanzitutto, i testimoni. Alcune persone avrebbero informato sulla situazione di pericolo. Questo affermano i magistrati della Procura. Un testimone, in particolare, avrebbe riferito agli inquirenti di aver fatto presente della situazione dei lavori e dei pericoli derivanti dal modo in cui venivano svolti. L’allarme, quindi, sarebbe stato lanciato nella completa indifferenza. Ma nessuno avrebbe risposto. Poi, c’è la situazione di fatto. La sistemazione delle luminarie con carro-gru si è protratta per alcuni giorni in pieno centro cittadino, a due passi da piazza Tasso ed a pochi metri dal Comune. Nessuno è intervenuto. (…). Oltre al sindaco, l’omicidio colposo è contestato anche al titolare della ditta che eseguiva i lavori Aniello Donnarumma, a quello che per la procura è il titolare di fatto della ditta: il padre Francesco, e alle due persone presenti nel carrello Eduardo e Massimo Donnarumma dipendenti della società. Tutti avrebbero agito con negligenza e imperizia, senza rispettare la diligenza che si richiede in questi casi (…). Stesso capo di imputazione è per il Rettore della chiesa di S.Antonino Don Giuseppe Esposito in qualità di committente dei lavori (…). Ulteriori responsabilità si ravvisano – secondo la Procura – anche per Pinardi Daniele tecnico progettista del carro gru. Alla luce del parere tecnico fornito dagli esperti nominati dalla procura il carro-gru avrebbe avuto imperfezioni strutturali (…).”
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