
Ciccio e Tore.Verrebbe voglia di non pensarci ai due bambini sprofondati nel buio del pozzo. Verrebbe voglia, se solo fosse possibile, di non farlo sapere agli altri bambini che due bambini come loro possono morire così. Invece bisogna pensarli, e bene e a lungo, quei due bambini. Invece bisogna che tutti i bambini sappiano che si può morire così. Per riflettere, per capire, per fare tutto perchè non succeda più.C’è chi vuol far credere ai bambini che la vita è quella della pubblicità, dove tutto è bello e facile. Dove basta un biscottino ripieno di chicchi di cioccolato per vivere felici. Dove non c’è da preoccuparsi se ci si sporca e ci si infanga, tanto c’è un detersivo che fa tornare tutto bianco. Dove la cosa più grande che i genitori possono fare è regalare un ovetto con un mostriciattolo di plastica dentro. Dove per avere successo bisogna trasgredire, fare cose strane, vestirsi in maniera strampalata, mettersi in mostra in tutti i modi.Invece i bambini devono sapere che per vivere felici è necessario affrontare la fatica di volersi bene, di capirsi, di aiutarsi, di perdonarsi. Che è necessario stare attenti a sporcarsi, perché poi è faticoso ritornare puliti. Che la vita può riservare anche brutte sorprese, e perciò bisogna prepararsi ad affrontarle. Che ci sono regole da rispettare: dei no, di fronte ai quali fermarsi, dei sì per i quali impegnarsi.Ciccio e Tore nel buio e nel freddo di quel pozzo.Sì, è necessario pensarli e non dimenticarli più. Non basta cavarsela portando fiori e bigliettini davanti al luogo della loro sofferenza. Non basta scriverci qualche pensierino sul quaderno. Non basterà – anzi sarà un’offesa in più – battere loro le mani quando usciranno dalla chiesa dentro le bare bianche.Ciò che serve è ricavare dalla loro tristissima vicenda l’impegno e la forza di lottare contro la sofferenza. Perché, anche se non potremo mai vincerla del tutto, la sofferenza dobbiamo combatterla.Per questo dobbiamo essere - tutti, anche i bambini! – forti, capaci di guardarla in faccia, di affrontarla, e, soprattutto, di prevenirla.Comunque Ciccio e Tore siano finiti là dentro, sicuramente, contro la loro sofferenza c’è stata una carenza di prevenzione.Ciccio e Tore. Dobbiamo pensarli in quel buio. Senza disperarci però. Perché, se tanti che avrebbero dovuto essere accanto a loro non c’erano, Dio sicuramente stava lì. Non sappiamo come li ha consolati e confortati. Questo lo sapremo quando saremo tutti insieme.Sappiamo fin d’ora, però, che Dio stava lì, con loro, per ricordarci e per ammonirci che lì, con loro, dovevamo esserci noi.
Tonino Lasconi
Tonino Lasconi














