sabato 12 luglio 2008

Il segreto


A volte si vive nella paura e nella paura di fare tutto.
Dipende da chi o da cosa si è schiavi o sudditi. Gli amici, la famiglia, le ideologie, i partiti, i movimenti, il lavoro...se stessi.
E' sempre una questione di scelta. Bisogna scegliere chi servire. Con più o mena coscienza noi in mille forme scegliamo sempre di servire noi stessi. Anche nelle intenzioni più buone e sante bisogna stare attenti e discernere bene chi davvero stiamo servendo.
La scelta da millenni è sempre la stessa: scegliere di essere al servizio del vero Signore o degli schiavi mascherati da signori.
Non è semplice, ma la chiave di tutto è li'.
Il segreto di una vita - non risparmaita da diffcoltà o sofferenze - ricca di senso e di sapore è tutta li', ogni giorno a nostra portata di mano.

giovedì 10 luglio 2008

C'è anche un'altra umanità

Oggi forse ci intrisitamo un pò, ma è una tristezza sana che ci smuove il cuore e dovrebbe rompere la crsota di pietra dura che abbiamo messo sul nostro cuore di carne.
Ci sono anche le persone inutili, quelle che per i canoni del vivere comune non contano nulla.
Quelli che magari non brillano, nn sono eccelsi, i diversamente abili, i ritardati mentali, gli anziani, gli ultimi degli ultimi.
Noi li consideriamo tali, in realtà sono i nostri maestri, sono i nostri Signori, sono quelli dai quali dovremmo imparare a vivere.
Forse se un giorno vivremo per sempre lo dovremo a loro.
"Nani in mezzo ai guai con cuori di Giganti"

Non lasciamoli soli, occupiamoci di loro e guadagneremo il tesoro più grande che il mondo ed il cielo possano donarci.

lunedì 7 luglio 2008

La parabola del ranocchio

C'era una volta una gara ... di ranocchi. L'obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Richiamata dall'insolito spettacolo, si radunò molta gente per vedere e fare il tifo. Cominciò la gara, ma in realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi del tipo: "Ma che pena!!! Non ce la faranno mai!" E così alcuni ranocchi, che percepirono questi commenti, cominciarono a desistere, sfiduciati, tranne uno, che continuava a cercare di raggiungere la cima. Ma la gente continuava:
"... Che pena!!! Non ce la faranno mai!..."
Sennonché molti ranocchi si diedero per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio testardo, che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine, la cima.
Quindi, com'è naturale che fosse, gli altri vollero sapere come avesse fatto e uno degli altri ranocchi più curiosi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere quella difficile prova. Non ottenne risposta. E cosi si scoprì che quel ranocchio vincitore... era sordo!
Morale: non ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere negative... derubano le migliori speranze del tuo cuore! Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o leggi. Per cui, preoccupati di essere sempre POSITIVO!

domenica 6 luglio 2008

Sembra scontato ma..

Si arriva ad un certo punto in cui se si vuole dare sale a quello che si vive, bisogna iniziare a vivere.
Sembr scontato ma non lo è.
Noi rischiamo sempre di restare nel mondo delle idee che ci fanno fare giri immensi ma poi non ci conducono a nulla. Si rimane con un mucchio di mosche nelle mani!
No, le idee vanno bene ma la vita vissuta è quella che dà corpo e visibilità alle idee. Sembra scontato ma non lo è!
Il rischio più grade che io credo tutti corriamo è quello dell'omologazione. Essere tutti uguali, fotocopie, perdita di originalità. Tra l'altro poi oggi essere originali non significaaffatto fare cose strane o strabilianti. Questo si chiama vanità,egocentrismo,philauthìa...
Nò essere originali è essere quello che si sente e viverlo. Sembra scontato ma non lo è!
Oggi è facilissimo trovare chi a parole si schiera con i meno brillanti, i più oppressi, i meno fashion.
Nei fatti sono persone rarissime. Sembra scontato ma non lo è!
Oggi è facilissmo troare pesone che loro sono di quelli chele cose le dicono in faccia a tutti...nei fatti poi così non è.
Sembra scontato ma non lo è!
Gli esempi potrebbero continuare a lungo, continuate voi.
Ne pongo solo uno che ne racchiude tutti:
Oggi è facilissimo trovare chi si propone come vero uomo ma poi nei fatti...
Tutto sembra scontato ma non lo è...

venerdì 4 luglio 2008

Il Dolo Berlusconi

Riporto un articolo di Marco Travaglio. Meditate gente, meditate!

l'Unità, 28 giugno 2008

Quando il Lodo Schifani-bis, anzi il Lodo Alfano, anzi il Dolo Berlusconi sarà sulla Gazzetta Ufficiale, l’Italia sarà l’unica democrazia al mondo in cui quattro cittadini sono “più uguali degli altri” di fronte alla legge. Un privilegio che George Orwell, nella “Fattoria degli animali”, riservava non a caso ai maiali. E che, nell’Italia del 2008, diventa appannaggio dei presidenti della Repubblica, del Senato (lo stesso Schifani), della Camera e soprattutto del Consiglio. I massimi rappresentanti delle istituzioni, che nelle altre democrazie devono dare il buon esempio e dunque mostrarsi più trasparenti degli altri, in Italia diventano immuni da qualunque processo penale durante tutto il mandato, qualunque reato commettano dopo averlo assunto o abbiano commesso prima di assumerlo. Compresi i reati comuni, “extrafunzionali”, cioè svincolati dalla carica e persino dall’attività politica. Anche strangolare la moglie, anche arrotare con l’auto un pedone sulle strisce, anche stuprare la colf o molestare una segretaria. O magari corrompere un testimone perché menta sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un colpevole. Che poi è proprio il caso nostro, anzi Suo. Come scrisse il grande Claudio Rinaldi sull'Espresso a proposito del primo Lodo, "un'autorizzazione a delinquere".La suprema porcata cancella, con legge ordinaria - votata in un paio di minuti dal collegio difensivo allargato del premier imputato, che ha nome “Consiglio dei ministri” - l’articolo 3 della Costituzione repubblicana. Che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”. La questione è tutta qui. Le chiacchiere, come si dice a Roma, stanno a zero. Se tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, non ne possono esistere quattro che non rispondono in nessun caso alla legge per un certo numero di anni in base alle loro “condizioni personali e sociali”, cioè alle cariche che occupano. Se la Costituzione dice una cosa e una legge ordinaria dice il contrario, la legge ordinaria è incostituzionale. A meno, si capisce, di sostenere che è incostituzionale la Costituzione (magari prima o poi si arriverà anche a questo). Ora, quando in una democrazia governo e parlamento varano una legge incostituzionale, a parte farsi un’idea della qualità del governo e del parlamento che hanno eletto, i cittadini non si preoccupano. Sanno, infatti, che le leggi incostituzionali sono come le bugie: hanno le gambe corte. Il capo dello Stato non le firma, il governo e il parlamento le ritirano oppure, se non accade nessuna delle due cose, la Corte costituzionale le spazza via. Ma purtroppo siamo in Italia, dove le leggi incostituzionali, come le bugie, hanno gambe lunghissime. Non è affatto scontato che il presidente della Repubblica o la Consulta se la sentano di bocciare la suprema porcata. A furia di strappi, minacce, ricatti, vere e proprie estorsioni politiche, il terrore serpeggia nelle alte sfere (che preferiscono chiamarlo “dialogo”). E anche la Costituzione è divenuta flessibile, anzi trattabile. Un mese fa è passata con tutte le firme e le controfirme una legge razziale (per solennizzare il 70° anniversario di quelle mussoliniane) denominata “decreto sicurezza”: quella che istituisce un’aggravante speciale per gli immigrati irregolari. Se fai una rapina e sei di razza ariana e di cittadinanza italiana, ti becchi X anni; se fai una rapina e sei extracomunitario, ti becchi X+Y anni. Vuoi mettere, infatti, la soddisfazione di essere rapinato da un italiano anziché da uno straniero. E il principio di uguaglianza? Caduto in prescrizione. Stavolta è ancora peggio, perchè non è in ballo il destino di qualche vuccumpra’, ma l’incolumità giudiziaria del noto tangentaro (vedi ultima sentenza della Cassazione sul caso Sme-Ariosto) che siede a Palazzo Chigi. Infatti è già tutto un distinguo, a destra come nella cosiddetta opposizione, sulle differenze che farebbero del Lodo-bis una versione “migliore” del Lodo primigenio. Il ministro ad personam Angelino Jolie assicura che, bontà sua, “la sospensione dei processi non impedisce al giudice l'assunzione delle prove non rinviabili, la prescrizione è sospesa, l'imputato vi può rinunciare. La sospensione non è reiterabile e la parte civile può trasferire in sede civile la propria pretesa”. Il che, ad avviso suo e di tutti i turiferari arcoriani sparsi nei palazzi, nelle tv e nei giornali, basterebbe a rendere costituzionale la porcata. Noi, che non siamo costituzionalisti, preferiamo affidarci a chi lo è davvero (con tutto il rispetto per Angelino e il suo gemellino Ostellino), e cioè all’ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida. Il quale, interpellato il 18 giugno da Liana Milella su la Repubblica, ha spiegato come e qualmente chi cita la sentenza della Consulta che nel 2004 bocciò il primo Lodo e sostiene che questo secondo la recepisce, non ha capito nulla: “La prerogativa di rendere temporaneamente improcedibili i giudizi per i reati commessi al di fuori dalle funzioni istituzionali dai titolari delle più alte cariche potrebbe eventualmente essere introdotta solo con una legge costituzionale, proprio come quelle che riguardano parlamentari e ministri… La bocciatura del vecchio lodo nel 2004 da parte della Consulta è motivata dalla violazione del principio di uguaglianza dei cittadini quanto alla sottoposizione alla giurisdizione penale”. L’unica soluzione per derogare all’articolo 3 è modificare eventualmente la Costituzione (con doppia lettura alla Camera e doppia lettura al Senato, e referendum confermativo in mancanza di una maggioranza dei due terzi). E non con una legge che sospenda automaticamente i processi alle alte cariche: sarebbe troppo. Ma, al massimo, con una norma che - spiega Onida - “introduca una forma di autorizzazione a procedere che consentirebbe di valutare la concretezza dei singoli casi. Ragiono su ipotesi, perché gli ‘scudi’ sono da guardare sempre con molta prudenza… La sospensione non dovrebbe essere automatica, ma conseguire al diniego di una autorizzazione a procedere. E comunque la legge costituzionale resta imprescindibile”. Insomma, quando Angelino Jolie sbandiera la “piena coincidenza del Lodo con le indicazioni della Consulta”, non sa quel che dice. La rinunciabilità del Lodo non significa nulla (comunque Berlusconi, l’unico ad averne bisogno, non vi rinuncerà mai: altrimenti non l’avrebbe fatto). E la possibilità della vittima di ricorrere subito in sede civile contro l’alta carica che le ha causato il danno, se non fosse tragica, sarebbe ridicola: uno dei quattro presidenti si mette a violentare ragazze o a sparare all’impazzata, ma i giudici non lo possono arrestare (nemmeno in flagranza di reato), nè destituire dall’incarico fino al termine della legislatura; in compenso le vittime, se sopravvivono, possono andare dal giudice civile a chiedere qualche euro di risarcimento… Che cos’è: uno scherzo? L’unica differenza sostanziale tra il vecchio e il nuovo Lodo è che stavolta vale per una sola legislatura: non per un premier che viene rieletto, nè per un premier (uno a caso) che passa da Palazzo Chigi al Quirinale. Ma ciò vale fino al termine di questa legislatura. Dopodichè Berlusconi, una volta rieletto o asceso al Colle, potrà agevolmente far emendare il Lodo, sempre per legge ordinaria, e concedersi un’altra proroga di 5 o di 7 anni.A questo punto si spera che il capo dello Stato non voglia cacciarsi nell’imbarazzante situazione in cui si trovò nel 2004 Carlo Azeglio Ciampi: il quale firmò (e secondo alcuni addirittura ispirò tramite l’amico Antonio Maccanico) il Lodo, e sei mesi dopo fu platealmente smentito dalla Corte costituzionale. Uno smacco che, se si dovesse ripetere, danneggerebbe la credibilità di una delle pochissime istituzioni ancora riconosciute dai cittadini: quella del Garante della Costituzione. Quando una legge è manifestamente, ictu oculi, illegittima, il capo dello Stato ha non solo la possibilità, ma il dovere di rinviarla al mittente prima che lo faccia la Consulta. In ogni caso, oltre al doppio filtro del Quirinale e della Consulta, c’è anche quello dei cittadini. Che, tanto per cominciare, scenderanno in piazza a Roma l’8 luglio contro questa e le altre leggi-canaglia. Dopodichè potranno raderle al suolo con un referendum, già preannunciato da Grillo e Di Pietro. Si spera che anche il Pd - se non gli eletti, almeno gli elettori - vi aderirà. Si attendono smentite al commento più scombiccherato della drammatica giornata di ieri: quello della signora Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, secondo la quale “il Lodo deve valere dalla prossima legislatura”. Così il Caimano si porta dietro lo scudo spaziale anche al Quirinale. Non sarebbe meraviglioso?

domenica 29 giugno 2008

Lavorare per vivere o vivere per lavorare?

A Sorrento (Na) c'è una emergenza lavoro che nessuno vuol vedere. A differenza di tanti altri posti qui il lavoro non manca, quello che manca è chi tuteli i lavoratori. La situazione è drammatica.
L'intera economia si basa e gira intorno al turismo, quindi hotels e ristoranti. I veri padroni della città sono gli albergatori, la Federalberghi, e i grandi ristoratori. Uomini e odnne che posseggono grandi capitali, investiti in questo settore e che hanno la fortuna di avere lavoratrici e lavoratori che svolgono (fatte le dovute eccezioni) il loro lavoro in modo encomiabile.
Anche se si firma un contratto di 6.40 si lavora per 8 ore pagate per 6.40! Chi svolge un turno di notte in qualche hotel può rrivare anche a 10 (Dieci) o 12 (dodici) ore di lavoro con qualche maggiorazoine notturna.
Le famiglie sono divise perchè cè chi lavora di giorno e chi di pomeriggio. Per cui chi arriva vede l'altro uscire per il lavoro. Quando questo si ritira a casa o tutti gli altri dormono, oppure sono fuori, oppure trova la povera madre o moglie che lo attende per dargli la cena e la buona notte.
Questa è vita?
Si lavora per guadagnare per poi pagare tasse o bollette o per un pranzo ed una cena garantita ogni giorno.
I lavoratori non hanno nessuno che li informi dei loro diritti oltre che dei loro doveri.
Nessuno che li organizzi per tutelare la loro salute psico-fisica. Nessuno che gli garantisca assistenza in caso di litigio col titolare oppure nel caso avesse bisogno di permessi o aumenti o qualnt'altro.
Mi sono sempre chiesto come mai i controlli nei grandi e piccoli hotels e ristoranti siano sempre così rari e sporadici. Forse che dietro vi sia una connivenza di favori? forse che dietro vi sia un Humus di clientelismo molto pericoloso che possa creare terreno fertile per nuove mafie? Non c'è da scherzare se si sentono sempre di più in giro ragazzi, figli di albergatori che non si fanno nessun problema nel dichiarare che evedere è giusto! che farsi pagare in nero sia legittimo!
Questi ragionamenti portano solo alla barbarie, dove vince solo chi è più furbo, forte e spietato!
questa è ingiustizia! del resto però come lamentarsi se al governo abbaimo un pluriindagato, inneggiante all'evasione, aspirante dittatore del belpaese? Se i nostri adulti la pensano come lui, come possono i figli discostarsene?
Intanto vecchi e giovani imprenditori si organizzano per migliorare la città e la sua economia, ma nessuno pensa alla vita e alla economia domestica delle tante lavoratrici e lavoratori.
Pochi si arricchiscono sempre di più per il lavoro duro di tanti che restano nella loro condizione!
Questo non è giusto! Non si può sempre tacere o soprassedere.
C'è bisogno di informazione, di formazione, di organizzarsi perchè le persone non sono merce da acquistare ma anime che meritano rispetto!

lunedì 23 giugno 2008

Monsignor Mattiazzo conosce il Vangelo?

Vi rimando a quello che è accaduto a Padova.
Direi che è qualcosa di davvero scandaloso! Un vescovo pastore di anime che caccia fuori un fedele solo perchè ha fatto il suo mestiere di cronista portando alla luce la vicenda di Don Sante Sguotti. Eppure il vangelo di quel giorno era proprio profetico: "Quello che vi dico in segreto predictelo sui tetti". "Non c'è nulla di nascosto che resterà nell'ombra..."

Sono un teologo e posso dire con assoluta certezza che quello che il vescovo Antonio Mattiazzo ha commesso è palesemente antievangelico! cioè va contro il Vangelo!
questo davvero mi scandalizza perchè Gesù non ha mai cacciato nessuno - soprattutto i peccatori - ma solo i mercanti del tempio, quelli si.
Mi chiedo se il monsignore abbia la sana abitudine di cacciare quelli che commerciano con il sacro.
Mi auguro di si ma ho dei seri dubbi.

Mi chiedo soprattutto se il monsigore conosca il Vangelo, ed in particolare se conosce queste citazioni:

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci." (matteo 23,13)

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle" (Matteo 23,23)

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza." (matteo 23,25)

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume." (Matteo 23,27)

E soprattutto credo proprio che il monsignore non conosca bene il Vangelo quando Gesù dice:

"Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa."

Mediti eccellenza, e impari a conoscere il Vangelo che lei è chiamato a servire servendo gli uomini, tutti gli uomini!

P.s. Il vescovo tramite una nota dell'ufficio stampa si scusa col giornalista.
Certo tramite nota è diverso di come platealmente lo ha cacciato, ma meglio di niente anche se la nota è molto fredda e tenta di arrampicarsi sugli specchi.
Meditate gente, meditate...