giovedì 30 ottobre 2008

Lavori in corso

domenica 19 ottobre 2008

un uomo di Pace

Quando Gesù comincia a percorrere le strade della Palestina crea una confusione che non ti dico.
Lo scontro con i farisei ( i separati, quelli che non vogliono mischiarsi con coloro che non rispettano la legge: una specie di partito composto da artigiani e piccoli commercianti, la classe sociale alla uale appartenev Gesù) è immediato, perchè impongono una religione infarcita di obblighi che soffocano la povera gente.
Per di più. questi signori predicano bene e razzolano male: opprimono e rapinano le vedove(la categoria sociale più debole: non c'era la pensione al tempo di Gesù e una donna rimasta sola non aveva mezz per difendersi), e abbandonano persino i genitori anziani con la scusa falsamente devota di aver offerto i loro beni al tempio.

Non meno immediato è lo scontro con gli scribi: gli intellettuali del tempo - reclutati in genere tra i farisei - che conoscono benissimo la Bibbia, ma non la mettono in pratica.
Altrettanto forte è lo scontro con i sacerdoti: i discendenti della famiglia di Levi, quelli che comandano, sebbene sotto il controllo del procuratore romano, perchè sfruttano il potere a loro esclusivo vantaggio. Perfino il tempio per loro è un'occasione di guadagno.
Gesù li svergogna pubblicamente e clamorosamente scacciando i mercanti dal tempio e i cambiavalute che, con il permesso interessato dei lorsignori( ci prendevano il pizzo!9 trafficavano nel tempio.

E con i sadducei: i componenti delle famiglie nobili e ricche appartenenti alla classe sacedotale?
Gesù spiattella loro in faccia che entreranno nel regno di Dio quando un cammello entrerà per la cruna di un ago.

Nemmeno con la folla, Gesù è tenero quando si accorge che lo segue per mangiare a sbafo.

Un...tipetto così è un uomo tranquillo? un uomo di pace? Tranquillo non di certo. Di pace si. A patto che la pace sia quella che intende lui.
qual è questa pace? La pace di Gesù è costruire il mondo come Dio lo ha pensato: giusto,bello,ospitale per tutti i suoi figli. La sua pace è : giustizia, rispetto reciproco, attenzione ai più deboli e ai poveri, perdono, amonia tra le creature, e fra di esse e il creatore.
E' la pace che nasce dalla lotta quotidiana contro l'egoismo, non dal sonno del menefreghismo.
Una pace che non rassomiglia nemmeno lntanamente a quella di chi non vuole fastidi e rogne, e perciò non si impiccia degli affari degli altri, non vede, non sente, non parla, non c'era, perchè quand sta bene lui, degli altri proprio...

venerdì 17 ottobre 2008

Dove è finito Gesù di Nazareth

Dove è finito Gesù di Nazareth? No ditemi in cielo perchè questo significa non aver capito nulla di Lui nè del cristianesimo.
Allora dove è finito? dovri chiederlo ai cristiani di tutti i giorni? forse. Loro di sicuro lo sanno meglio di tanti addetti ai lavori. Tanti cristiani anonimi sono meglio d tanti che di tale nome si frgiano ogni giorno.
Devo chiederlo soprattutto ai pastori che siedono sulle nuove cattedre di Mosè. Lo chiedo ai parroci della mia città Sorrento e al vescovo Cece. DOve è finito Gesù? lo avete relegto nei riti sterili della settimana, nel rito domenicale dove la parola non arde più i cuori. Lo avete relegato nelle canoniche lussuose mentre la povera gente di ogni giorno stenta ad arrivare a fine mese. Lo avete relegato nei dogmi e nelle strane ritualità legate a tradizioni che non hanno più senso. E' stato messo nei treni per Lourdes e nei miracolifici dei santuari. Ma questo non è vangelo! Gesù stava tra la gente, ne condivideva ansie e dolori. Gioie e traguardi. Gesù era uno tosto che non si teneva nulla dentro ma lo diceva chiaro e tondo. Era uno che sapeva scegliere da che parte stare: se da quella del potente o da quella del povero. Voi invece vi siete schierati dalla parte del silenzio che uccide il debole e fortifica i forte!
Oggi più che mai c'è bisogno che i cristiani escano dal silenzio e ritornino a vivere la Parola. Una Parola che è Gesù. Abbiamo bisogno di gente che sia Gesù, che si comporti come lui, che prenda posizione come lui, che cambi la storia come lui.


Inizio oggi su questo blog una rubrica sul ver volto di Gesù, così chiunque potra smascharare i falsi pastori e i falsi cristiani che bloccano il cambiamento delle coscienze e delle comunità.

Coraggio, il tempo della nostra ingiustizia sta finendo...

mercoledì 8 ottobre 2008

E' tempo di partecipare

Gli appelli a firmare a volte sono troppi e molte volte sono fastidiosi. Bsogna spostarsi, informarsi su cosa si firma, cercare di convincersi che sia una cosa giusta. A volte poi pensiamo che le cose a cui siamo chiamati a dare un sostegno, in realtà non ci interessino più di tanto.
Beh, questa è una tentazine sottile ma forte.
Io come uomo,cittadino,cristiano ho deciso di firmare per il referendum contro il vergognoso LODO ALFANO. Una legge vergognosissima e discriminante verso tutti i cittadini veri ed onesti.
Una legge porcata contro gli uomini e le donne di buona volontà.
Invito tutti quanti voi a trovare il posto più vicino a casa vostra per informarvi e firmare.
A lato trovereto un logo che vi aiuterà nell'informarvi e nel trovare il posto più vicino per firmare.

sabato 20 settembre 2008

MEETUP

Sono un cristiano ma non un bigotto. Credo che i valori cristiani, cioè quello che fatto e detto Gesù siano importanti e che abbiano ancora molto da dire agli uomini di oggi e di domani.
Non credo nelle chiesa ammuffite e nostalgiche ma nella Chiesa che sa ascoltare la Parola ed incarnarla nel quotidiano. Così facevano gli apostoli ed i primi cristiani. Proprio per questo (storicamente provato, vedi perecuzioni) erano simpatici al popoli ed antipatci ai forti ed ai potenti.
Oggi le cose sono invertite.I cristiani, Papi,vescovi,preti,laici (fatte le debite eccezoini) sono ben voluti dai forti e potenti e mal voluti dal popolo. Non credo Dio stia apprezzando.
Lo vedo tutti i giorni. Vedo preti della mia città che vanno a braccetto col potere economico e politico e si dimenticano del povero e dell'intigente.
Perchè? non lo so. Di sicuro hanno smarrito la Parola di Dio ed il senso di Gesù Cristo.
Proprio per questo ho aperto un Meetup. (trovate il logo a fianco) qui possiamo scambiare opinioni e organizzare degli incontri da vicino per chi fosse interessato.
Sarei grato se diffondeste l'iniziativa. Se tutti i cristiani di oggi oltre che a dichiararsi tli lo fossero realmente...moltissimi problemi non ci sarebbero. Pensate se davvero tutti i cristiani mttessero il povero a centro: ce ne sarebbero ancora? e se davvero mettessero al centro la pace, ci sarebbero tutte queste guerre? credo molte di meno...
meditiamo gente, meditiamo.
Grazie

giovedì 11 settembre 2008

No alla privatizzazione dell'acqua in Campania

Molti comuni della Campania si stanno dando da fare per uscire dalla vergogna della privatizzazione dell'acqua. Un bene primario e di prima necessità nelle mani di pochi e ricchi.
Un'ingiustizia che ci fa retare troppo indifferenti.
In campania sono pochi i comuni che non si sono svegliati. Tra questi c'è Sorrento che non si pone il problema.
L'amministrazione comunale guidata da Marco Fiorentino ha nuovamente fallito. Si interessa chi sa di cosa. Sicuramente degli interessi privati e di una piccolissima parte della città.
Soo sicuro che se facessimo ora un piccolo confronto su questa problematica il sindaco e la sua giunta fantoccia non saprebbero nemmeno di cosa si parla.
I cittadini sorrentino che pagano le bollette lo sanno.
Purtroppo però il dipendente Fiorentino e i suoi collaboratori non lo sanno. Non sanno che dovrebbero rendere conto ai loro padroni ( i cittadini) e fare il loro interesse. Uno di questi è rendere pubblica l'acqua. Renderla del comune, cioè di tutti! Trasparente, con una gestione che non permetta scambi di voti, di favori e di promesse sotto elezioni.
Ancora una volta Sorrento si mostra solo immagine e poco attenta e concreta sulle vere problematiche politiche. Ancora uan volta ci mostriamo indietro rispetto ad una sensibilità umana.
Permettiamo che i petrolieri e i ricchi impenditori si arricchicano senza fare nulla.
Tutto questo con la complicità della stampa locale che insegue di più il gossip che le reali necessità.
Del resto come dargli torto? Il Mattino e di proprietà di Caltagirone che oltre ad entrare nella cordata Alitalia, è il maggior azoinista dell'ACEA di Roma che controlla la GORI, cioè la società che gestisce l'acqua nell'ATO3 cioè anche a Sorrento.
Cittadini, informiamoci ed reagiamo.

giovedì 4 settembre 2008

Menzogne di Stato

Non esiste cosa più brutta che la menzogna. Non a casa si dice che il diavolo è il principe della menzogna. Per cui trarrete voi le logiche conseguenze leggendo il seguente articolo.
Riporto un pezzo del New York times del 30 agosto scorso che fa una disamina del roblema rifuti in campania. Mentre lo psiconano Berlusconi ogni tanto fa un pò di folklore vscendendo a Napoli, non risolve il vero problema. I anpoletani pensano di essere al sicuro ma non sanno che ben presto l'emergenza ci ripiomberà addosso, magari sotto altre forme più drammatiche (leggi tumori,cancro, malattie...)
La mia terra non è Napoli direttamente, ma lacampania nello specifico Sorrento, dove il pdl ha avuto un vero plebiscito. Sono stati eletti personaggi che non frequentvano la società da anni e che non hanno e non fanno nulla per noi. Nulla di nuovo sotto il sole.
Solo che brucia e fa rabbia sentire i sorrentino soddisfatti d questo governo e della risoluzoine dei rifiuti quando non sanno la verità.
Proviamo a scoprirla insieme.
Riporto l'articolo del Los Angeles Times dal titolo "I mafiosi italiani bloccano i tentativi di ripulire mucchi di rifiuti tossici":

"I residenti della zona di Napoli hanno un tasso di cancro e di altre malattie più alto. Gli attivisti che combattono sono stati minacciati e i testimoni uccisi.
Santa Maria Capua Vetere, Italia - Raffaele del Giudice era un crociato. Chiuso in una giacca sportiva e una Fiat scassata, si aggirava per le discariche illegali del sud Italia, coprendosi il naso contro il fetore ed esponendo quello che lui considera il crimine ecologico del secolo.Poi la gente ha cominciato a essere minacciata. Ostracizzata. Uccisa. Del Giudice ha disdetto la sua crociata.
Perché quando ti scontri con l’immondizia qui nella regione Campania, ti scontri contro una mafia potente e brutale conosciuta come Camorra. La Camorra, basata a Napoli, controlla l’importo, il trasporto e l’eliminazione di milioni di tonnellate di immondizia, un giro di affari estremamente lucroso nel quale il gruppo segue le sue regole, ignora le leggi sui rifiuti tossici e contamina quella che una volta era fertile terra agricola, campagna, foreste e fiumi.
A parte la sgradevolezza di tutto questo, prove suggeriscono ora che la spazzatura sta avvelenando la catena alimentare e potrebbe causare cancro, difetti al feto e altri problemi di salute. Del Giudice la chiama la Chernoyl d’Italia.
Ci sono altri simboli drammatici e putridi del persistente potere della mafia, e dell’impotenza - alcuni dicono volontaria - del governo di affrontarla. E’ quasi un cliché: Tony Soprano, dopo tutto, si occupava di “smaltimento rifiuti”. (personaggio di una serie televisiva, The Sopranos, sulla mafia italo-americana, N.d.T.)
Per la maggior parte dell’anno scorso, la Campania è stata soffocata sotto toreggianti montagne di spazzatura suppurante e non raccolta. Le discariche, legali e illegali, erano piene fino a debordare. Fino a quando squadre di pulizia si sono finalmente mosse in luglio, mari di spazzatura bloccavano strade e portoni, e inghiottivano marciapiedi e parchi. La Camorra periodicamente pagava ragazzini zingari per dare fuoco a porzioni dei rifiuti, creando scene dantesche di una terra a fuoco, villaggi e paesi pieni di fuoco tossico.
La piaga del sud Italia si è meritata sanzioni dall’Unione Europea e la condanna da organizzazioni internazionali sulla salute. Ha risvegliato violente proteste quest’anno e ha contribuito alla caduta del governo del Presidente del Consiglio Romano Prodi in primavera.
Questo non è un problema nuovo. Per più di 15 anni, con il governo che ha speso più di un miliardo e 300 milioni di euro e che ha nominato sette “zar della spazzatura”, il problema non è scomparso. Non si risolve perché i mafiosi, e i politici che tengono in pugno, non vogliono che lo sia.
“Per anni i rifiuti si sono accomulati, non è stato fatto niente per ripulirli, e le conseguenze sono letali.” dice Donato Ceglie, il principale Pubblico Ministero che si occupa della “eco-mafia” in questa regione. “Hanno avvelenato la terra. Hanno avvelenato l’acqua. E sta peggiorando. La spazzatura sta ancora arrivando.”
Il racket funziona così. Centinaia di fabbriche, complessi industriali e aziende di ogni tipo nel ricco nord Italia e in altre parti d’Europa contattano il mediatore per avere i loro rifiuti rimossi. Per ridurre i costi, questi mediatori si rivolgono a circa 20 ditte di smaltimento in Campania, quasi tutte, dicono i Pubblici Ministeri, controllate dalla Camorra.
La Camorra ha entusiasticamente reso il povero sud Italia la discarica del mondo, o almeno parte del mondo. Camion trasportano i rifiuti al sud di giorno e di notte, per tutto l’anno, e lo depositano principalmente in discariche illegali e senza regole.
Nessun tipo di spazzatura è troppo orrenda: scorie metallurgiche, liquami di concerie, pneumatici, frigoriferi e cucine economiche scartate, carcasse putride di animali, rifiuti medici - un nauseante pozzo nero di schifezze.
I camorristi hanno gradualmente cacciato via gli agricoltori e hanno ottenuto il controllo di sempre più terra, dove scaricano la roba. Ma la Campania si sta riempiendo.
E così la Camorra è diventata globale.
Enormi containers, che arrivano dalla Cina pieni di giocattoli scadenti e abbigliamento firmato falso, scaricano e poi si riempiono di spazzatura, dicono i Pubblici Ministeri. In un intervento della polizia di due anni fa, gli agenti della dogana hanno confiscato 9 mila tonnellate di rifuti che erano stati messi di contrabbando su navi da carico, la metà destinate alla Cina.
Gli ambientalisti sono particolarmente preoccupati degli effetti sulla produzione del cibo e sulla salute. Sostanze tossiche sono filtrate dai rifiuti nelle falde acquifere, inquinando i ruscelli da cui le mucche e le pecore bevono e l’erba di cui si nutrono. Ancora più veleno viene vomitato nell’aria quando si brucia spazzatura.
La Campania ospita i greggi di bufale il cui latte è utilizzato per produrre la miglior mozzarella. Livelli inaccettabili di diossina, agente cancerogeno, sono stati trovati quest’anno in qualche mozzarella, minacciando l’esportazione di uno dei migliori prodotti italiani, un giro d’affari da 350 milioni di euro.
Gli scienziati continuano a studiare il nesso tra i rifiuti e la salute, ma stanno già indicando tendenze allarmanti, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, incluso un tasso che eccede le norme regionali o nazionali per i cancri allo stomaco, reni, fegato e polmoni e anche malformazioni congenite. In alcune zone fra Napoli e la città di Caserta, i residenti hanno da due a tre volte più possibilità di sviluppare un cancro al fegato che quelli nel resto del paese, secondo il Consiglio Nazionale di Ricerca italiano.
Ad una delle molte proteste contro la spazzatura quest’anno, molte donne si sono avvicinate ai giornalisti per lamentarsi di quella che loro chiamano la piaga dei cancri e tumori che affligge le loro famiglie. Alcune hanno mostrato le fotografie di bambini malati, una donna ha mostrato le cicatrici di quella che lei ha descritto come un’operazione chirurgica per cancro alla tiroide.
Il disgusto pubblico è finalmente diventanto tanto grande quanto la spazzatura e, con Del Giudice in testa, i cittadini hanno deciso di sconfiggere la Camorra e di tentare di reclamare la terra e di ristabilire una normale vita familiare.
Hanno installato recinti per reclamare la proprietà della campagna e bloccare i rilevamenti della Camorra. Gli agricoltori hanno organizzato mercati per vendere i loro prodotti e migliaia di residenti hanno considerato importante frequentarli. Le scuole hanno organizzato recite anti-mafia in classe.
“Vedere questo tipo di vita e di unità ha dato fastidio alla Camorra,” ha ricordato con soddisfazione Del Giudice, 40 anni, un ambientalista facilmente eccitabile con occhiali e una zazzera di capelli che si stanno ingrigendo.
Ha continuato ad aggirarsi per la campagna, concentrandosi nel cosidetto triangolo della morte fra Napoli e Caserta, un’area dove lui è nato e dova la sua famiglia una volta coltivava la terra. Ha documentato le discariche abusive e l’orripilante inquinamento, fotografando segretamente quello che scopriva. E’ stato il protagonista di un documentario che raccontava le sue scoperte e ha raccolto testimonianze di agricoltori assediati e residenti disgustati.
Si stava creando lo slancio, e Del Giudice e i suoi compagni attivisti si aspettavano che la polizia e gli ufficiali statali gli dessero sostegno nella sfida alla Camorra.
Invece, apparentemente la Camorra decise di prendere l’iniziativa. Killer della mafia cominciarono a eliminare sistematicamente diverse persone che stavano cooperando con i magistrati in indagini contro la Camorra. Quattro persone furono uccise nel giro di poche settimane, fra cui l’uomo d’affari Michele Orsi.
Orsi gestiva una compagnia di smaltimento dei rifiuti e lavorava con la Camorra. Ma dopo anni al soldo dei mafiosi e a dover prendere ordini da loro e dai loro padroni politici, ha deciso di diventare un pentito per lo stato. E’ stato ucciso da una raffica di 18 proiettili poco prima di testimoniare in tribunale su presunti legami fra la Camorra e i politici.
L’intimidazione degli agricoltori e degli altri che stavano lavorando con Del Giudice è stata più subdola. Gli agricoltori arrivavano nei loro campi e trovavano alberi abbattuti nel corso della notte, o macchinari distrutti. Uomini armati sparavano contro fienili e serre.
Diversi agricoltori e residenti apparsi nel documentario con Del Giudice sono scappati dalla regione, abbandonando le loro proprietà; altri hanno visto i loro affari ridursi a zero.
Si rivolsero a Del Giudice: tu ci hai promesso che saremmo stati aiutati; ci hai mentito. E Del Giudice ha ricevuto avvertimenti passati attraverso conoscenze: stai lontano.
“E’ la mia terra, sono nato qui, e adesso mi viene detto che non ci posso andare,” ha detto, sull’orlo delle lacrime, nel suo disordinato ufficio di Napoli, dov’è il capo regionale del gruppo ambientalista Legambiente. “Non è solo paura; è avvilimento.”
La Camorra ha sofferto una grande scofitta. Una corte di appello di Napoli ha confermato sentenze a vita per quattro dei maggiori boss di uno dei gruppi più potenti della Camorra, concludendo una indagine di dieci anni chiamata Operazione Spartacus.
Ma pochi qui pensano che farà molto per rallentare le attività della Camorra. Ci sono già altri mafiosi pronti a prendere il posto di quelli che vanno in prigione.
“La Camorra mi ride dietro adesso,” ha detto Del Giudice. “Hanno vinto".”